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domenica 1 febbraio 2009

Il dolore degli altri

Quando il male travolge la vita di qualcuno che mi stà vicino, ecco ritorna puntuale la solita domanda, come posso fare e cosa posso dire per sollevare le pene altrui.
Di solito preferisco non dire niente, un po' dovuto al mio innato pragmatismo poiché non credo ai soliti discorsi di convenienza e alle parole che non portano a niente, sdrammatizzare poi su certe cose per carità, così preferisco parlare il meno possibile.
Il dolore delle altre persone per quanto uno si possa impegnare, non lo si potrà mai comprendere, se non si è già sperimentato sulla propria pelle nella stessa misura.
L'unica cosa forse è stare in silenzio vicini, fare sentire la nostra presenza.
Ma quanto è difficile quando un'amica mi dice che preferirebbe morire piuttosto che andare avanti, lei che fino a tre anni
era la forza della natura, poi infine stroncata da un ictus a 38 anni.
Adesso si ritrova giorno per giorno a fare i conti con la sua dannata parte destra la quale non risponde più come dovrebbe.
Una continua lotta per riacquistare la parola, la lettura, la gamba e il braccio destro.
Qualcosa devo dirle però ma come posso dare significato alle mie parole se capisco già che scivoleranno via come acqua su una lastra di marmo.
Provo a mettermi nei suoi panni, si, forse vorrei morire anch'io al posto suo.

Qualsiasi cosa che io diro' sarà comunque una bugia.

7 commenti:

giorgio ha detto...

Sai, anch'io non so bene cosa dirti, ma so che quello che sento e che dico non è una bugia. Lascio parlare il cuore, sono quello che sono, provo quello che provo, sento quello che sento. E se il peso è insopportabile per me, oggi non ti parlo, oppure te lo dico. Io devo rimanere per te una certezza di verità, è l'unica cosa che ti serve. E se sento che tu vuoi che ti dica bugie, te ne dirò fino a ricoprirtene.
La domanda a cui rispondere è: cosa vuoi tu da me? E te lo posso dare io? O se no, cosa ti posso dare? Forse anche niente, forse qualcosa.

taoista ha detto...

penso comunque che chi é attraversato da una sofferenza, cpomprende quello che le viene detto col cuore e quello che viene detto di facciata...ma penso anche che a volte il silenzio é molto più del parlare: allora saranno gliochhi dell'uno nell'altro che sapranno parlare nel silenzio. tutto quì.

coloriAcolori ha detto...

Anche se son fatti con la tristezza del cuore..
i sorrisi degli amici sono il più bel dono.

sileno ha detto...

Anch'io in qualche circostanza mi sono trovato a dover risolvere problemi simili, solitamente lascio parlare i miei sentimenti, sentendomi però inadeguato e con la paura di dire qualcosa di non opportuno.
Hai tutta la mia solidarietà e ancora di più per la tua amica, che mi sembra di capire abbia energia e voglia di aiutarsi .
Ciao
Sileno

Valentina ha detto...

No, non sarà una bugia. Il tuo dolore dovuto all'affetto sincero per lei, rende tutto vero e, sono sicura, di grande conforto. Sai, anch'io preferirei morire, 59 minuti su 60...e il conforto di un'amica lo vorrei, sarebbe importantissimo...ma non c'è.

Pimpinella ha detto...

@giorgio: "cosa vuoi tu da me? E te lo posso dare io?" In effetti a volte mi domando se davvero il conforto di un amico è essenziale in questi casi.
Forse a volte si preferisce stare soli perchè tutto è un continuo confronto con le altre persone e quello che "era" prima.
Che dilemma...

@taoista, @coloriacolori: vero, il silenzio, un sorriso, un abbraccio valgono più di mille parole anche se sembra di non comunicare mai abbastanza

@sileno: grazie per la solidarietà, hai ragione, bisogna proprio ringraziare l'energia di questa ragazza, se non fosse così, non avrebbe già fatto i mille progressi che ha alle spalle!

@valentina: perchè non provi a buttare giù il tuo malessere, hai un blog, approfittane, scrivi le tue emozioni, no?
Noi siamo qui anche per leggere i tuoi sentimenti, magari una parola di conforto la puoi sempre trovare.
Ricordatelo.

evergreen ha detto...

Hai ragione, cara Pimpinella. A volte anche un blog può aiutare una persona in difficoltà.

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