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sabato 7 novembre 2009

Il Calvario quotidiano

Io un crocefisso l'ho già tolto.
Due settimane fa, nell'intervallo. Stavo dando un'occhiata ai traffici loschi in zona distributore di merendine, quando vengono in due a dirmi che in Seconda è caduto Gesù. Mi reco immediatamente sul luogo del misfatto e interrogo i testimoni oculari. Chi è stato? Silenzio. Proiettili, elastici, palline di carta? Negano tutti, del resto non mi pare l'abbiano mai considerato un bersaglio; hanno una certa soggezione. Forse una vibrazione del pavimento, qualcuno che saltella o che va a sbattere contro la parete, una porta chiusa di scatto: sia come sia, sembra caduto da solo. Ne traggo auspici non buoni. Ma in quanto insegnante ostento razionalità e pragmatismo. Do un'occhiata al Cristo in questione: è caduto per l'ultima volta. Frattura completa del polso sinistro, il destro era già partito mesi fa. O anni fa. Anche il chiodino sotto i piedi è sparito da molto. A questo punto mi spiace, ma finché qualcuno (chi?) non stanzia nuovi fondi, il crocefisso se ne resta nel cassetto in fondo.

Oggi l'ho rivisto in corridoio, però a grandezza naturale. Sanguinava copioso. Subito ho pensato a una rissa in II C, poi mi sono accorto della corona di spine e della croce che portava in spalla, quindi, insomma, era Lui.

“Domine, quo vadis?”
“E non parlare latino, che tu sappia io ho mai saputo il latino?”
“No, che io sappia no”.
“Mi dà anche un po' ai nervi”.
“In effetti è comprensibile. Ma insomma, Signore, dove vai?”
“Dove vado, dove vuoi che vada. A farmi crocifiggere un'altra volta, vado”.
“Ma no, dai, Maestro...”
“...visto che la prima non è bastata”.
“Non te la prendere, ti prego. A scuola succede, le cose cadono, si rompono... ho dovuto metterti nel cassetto, ma ti giuro che...”
“Ma non ce l'ho con te, cosa c'entri te. Sei anche tu un povero cristo”.
“Grazie, Maestro”.
“Ce l'ho con i farisei, per prima cosa”.
“Aaah, i farisei”.
“Hai capito, no?”
“Beh, magari un aiutino...”
“Quelli che mi hanno preso per un simbolo della cultura, della tradizione. Una bandierina, praticamente. Aho', ma stiamo a scherzare?”
“Però anche la tradizione ha la sua importanza...”
“Cioè secondo voi io mi sono fatto inchiodare mani e piedi per rappresentare una tradizione? Cioè, siamo a questo? Babbo Natale, la Befana e Cristo in Croce? Magari vi aspettate che vi porti anche i regali?”
“Ma no, non dico questo, però...”
“Però niente. Li vedi questi chiodi qua? Li vedi?”
“Ehm, sì”.
“Sono autentici, va bene? Non sono un simbolo, sono una rappresentazione realistica. Duemila anni fa i ribelli li uccidevano così. Li esponevano su un trespolo finché non morivano soffocati. Perché fossero da esempio. Tutto molto razionale, ma anche molto teatrale, ma anche violentissimo, Dio Me! Io rappresento questo, va bene? Rappresento un supplizio capitale! Rappresento la crudeltà dell'uomo e la ribellione dell'uomo! Rappresento la Morte! Rappresento il...”
“Ehm, Maestro... forse sarebbe meglio abbassare un po' la voce”.
“Il Martirio!”
“Ssssssssssssh!”
“Cos'è, hai paura?”
“Maestro, in effetti sì. Siamo nel 2009, è pieno di bambini musulmani qui, e quella parola...”
“Quella parola è italiana, ha radici nel latino che ti piace tanto, è il fondamento della tua cosiddetta tradizione, sepolcro imbiancato che non sei altro”.
“Sì, sì, Maestro, è vero... d'altronde...”
“D'altronde?”
“Non puoi negare che suoni po', come dire... scandalosa”.
“E che m'interessa a me? Guarda che io non sono mica un santone indiano peace and love! Io non sono venuto a portare la pace, ma la spada”.
“Matteo Dieci Trentaquattro”.
“Appunto. Io sono lo Scandalo! Sono pornografia, non so se è chiaro! Un uomo trafitto da chiodi che grida dai vostri muri, che chiama al combattimento per la salvezza! Io sono questo, mica l'albero di Natale”.
“Ecco, Maestro, in effetti, se mi ci fai pensare, sì. Tu sei molto scandaloso. Molto più di quanto io quotidianamente possa sopportare”.
“Tuo problema, non mio”.
“Però succede un po' come con tutti gli spettacoli disgustosi... all'inizio non riesci a guardarli, ma se ti abitui a darci un'occhiata tutti i giorni, dopo un po' non ci fai più caso... diventi parte di uno sfondo familiare”.
“Ah, dici che è così? Va bene, allora toglietemi immediatamente”.
“Ma poi i Vescovi...”
“Tiratemi fuori solo ogni tanto, quando i fedeli meno se lo aspettano. Io non voglio passare sullo sfondo, io voglio spaventarvi”.
“Se la metti così...”
“E aggiungo una cosa. È proprio sulla mia consistenza di carne e sangue e ossa e chiodi che è fondato il realismo europeo, è chiaro? Se avete avuto Giotto Caravaggio e Mapplethorpe lo dovete solo a me! Esclusivamente a me!”
“Oddio, Mapplethorpe...”
“Adesso niente. Rileggiti Auerbach. Che se era per gli ebrei o per Maometto, con le loro menate filosofiche sulla non rappresentabilità del divino, a quest'ora eravate ancora lì a eccitarvi sui triangoli e gli ottagoni. Dario Argento deve tutto a me. Che dico. Tinto Brass...”
“Piano, Gesù, piano!”
“E adesso salta fuori che sono solo una tradizione. Il mandolino è una tradizione. La pizza è una tradizione. Appendete i mandolini e non rompete, io sono Gesù Cristo morto in croce, non ci credi?, vuoi toccare?”
“No, no, no, mi fido”.
“No, ma guarda, tocca”.
“Maestro, sul serio, io...”
“No, tu adesso tocchi. Il cristianesimo si tocca, va bene? Non è una menata filosofica: è carne e sangue, pane e vino. E i farisei lo sai che fine fanno. Finiscono in vomito”.
“Apocalisse Tre Quindici”.
“Precisamente. E poi ce l'ho anche coi Sadducei”.
“I sadducei”.
“Hai capito, no?”
“Ehm”.
“Ma perché perdo tempo con te. Matteo Ventidue Ventitré”.
“Quelli che non credono nella resurrezione”.
“Ecco. Non ci vogliono credere? Va bene. Che problema c'è? Nessun problema. Voi non ci credete, io non vi risorgo. Non esisto nemmeno, per voi. Facciamo che sono un pezzo di legno”.
“Quindi?”
“Quindi cos'è questa storia che mi denunciate a Strasburgo? Cosa posso aver fatto, se sono un pezzo di legno?”
“Dunque, se ho ben capito la sentenza, la tua presenza sul muro, in quanto pezzo di legno... impedirebbe ai loro figli di crescere secondo i principi dei genitori”.
“Vabbè, siamo alle comiche. Ma che principi hanno questi genitori, si può sapere?”
“Beh, presumo che si tratti dell'illuminismo, del razionalismo...”
“Non conosco, ma dev'essere un pensiero molto debole, se si cancella appena fissi un pezzo di legno. Cos'è, sono un totem, adesso? Se mi fissi ti faccio dimenticare la lezione? Mi volto un attimo e mi tornate all'età della pietra?”
“Maestro, ci vuole tolleranza...”
“Ma tolleranza di che. È come quelli che si sbattezzano. In teoria non credono nel battesimo. In pratica però hanno paura di restare segnati per sempre da uno schizzo d'acqua. Va bene, allora a questo punto chiamiamo Wanna Marchi che vi fa le carte e vi vende i numeri del lotto, a proposito, di che segno sei?”
“Maestro, ci vuole rispetto...”.
“Che poi, spiegami. Il genitore ha il diritto che il figlio sia educato secondo i suoi principi? Non suona un po' totalitario? E quindi ti cresci un piccolo a tua immagine e somiglianza, che creda solamente nelle cose in cui credi te, e poi la prima volta che lo lasci libero nel mondo, lui vede due legnetti appesi al muro che non corrispondono al suo sistema di credenze e va in confusione? Corte dei diritti dell'uomo, intervieni immediatamente! Il pezzetto di legno sta fissando il mio bambino! Ma come li tirate su questi ragazzi?”
“Facciamo quel che possiamo”.
“Il mondo è pieno di cose. Per dire, ci sono i semafori e non sempre segnano verde. I bambini lo devono sapere. Ci sono persone nel parco che offrono caramelle e non sono tutti buoni. Poi ci sono i pezzetti di legno e non tutti corrispondono alle cose a cui crede mamma o papà. Vogliamo abolirli a scuola? E quando li incontreranno nella vita, come si comporteranno?”
“Quindi Maestro, in conclusione, dobbiamo riappenderti o no?”
“Ma fate quel che vi pare, tanto comunque sia non avete capito. Mi sembra tutto così poco serio. Il fariseo che mi pianta come una bandierina, il sadduceo che vede la bandierina e si sente leso nei suoi diritti umani, è l'umanità? Sembra un pollaio. Non ci sono cose più serie? A scuola, poi. Che io nelle scuole ci vado, lo so quali sono i veri problemi”.
“Eh, immagino”.
“No, non puoi neanche immaginare, fidati. Sai quante non sono a norma? Sai quante non rispettano la 626? Sai quanto costerebbe metterle tutte in sicurezza?”
“Ecco, Maestro, questi sono effettivamente problemi seri...”
“Sai che mancano i sostegni? I corsi di recupero? Sai che la scuola assomiglia sempre meno a un luogo educativo e sempre più a una casa di detenzione? Parliamo di questo!”
“No, Maestro, appunto. Proprio perché sono problemi seri, è meglio non parlarne”.
“E perché?”
“Perché, perché... perché a parlarne non si risolvono, e allora ci si deprime soltanto. Siamo in crisi, tutti vorrebbero scuole più belle, ma votano il primo che gli promette una tassa in meno, quindi...”
“Vi consolate chiacchierando di bandierine”.
“Sì. I problemi veri sono deprimenti. I problemi identitari invece, come dire, sono sexy. Tutti possono dire la loro senza impegno... ieri le bandierine, domani i dialetti...”
“Oggi i Cristi in croce...”
“Maestro, sì. Ma non devi prendertela”.
“No, no, non me la prendo. Adesso però vado. Mi aspettano in sala mensa”.

17 commenti:

Do ut Des ha detto...

Si....ma tu cosa ne pensi??

Io la penso così

Padre nostro che sei "OVUNQUE"

Pimpinella ha detto...

Il mio punto di vista lo conosci, per me quel crocifisso rappresenta un qualcosa di più di una semplice tradizione, quindi è ovvio che lo vorrei vedere attaccato al muro di ogni classe.

Io penso così
Padre nostro che sei OVUNQUE ma se ti vedo, mi ricordo meglio che Tu esisti...

Do ut Des ha detto...

Che diffrenza c'è tra "Padre nostro che sei nei cieli e ovunque??

Maria Luisa ha detto...

purtroppo la mia fede è piuttosto flebile, ma mai pretenderei che il crocifisso venisse tolto dalle aule scolastiche

Pimpinella ha detto...

Do ut Des-Marco
Mi stai facendo l'interrogazione?
Non sono una teologa comunque ti dico che tra Padre nostro che SEI NEI CIELI e OVUNQUE per me non c'è nessuna differenza.
Se leggiamo e interpretiamo qualcosa scritto da persone che vivevano in un altro contesto è obbligo dare un minimo d'interpretazione. Gli antichi hanno sempre raffigurato il cielo come sede degli dei, proprio perchè era un qualcosa di inarrivabile, intoccabile e quindi puro, incorruttibile.
L'esatto contrario della terra.

E' comprendibile che la Bibbia sia stata scritta in un linguaggio semplice in modo che arrivasse diretta a tutti. Il cielo è il luogo dove abita Dio, la terra è il luogo dove abitano gli uomini, ancora oggi si usano queste espressioni, ma l'alto e il basso sono indicazioni relative per marcare la differenza tra spirituale e materiale.
Amen

Non penserai mica che credi a Dio con la barba dietro la nuvoletta?

E poi cosa ci incastra il cielo con la questione del crocifisso nelle scuole?

Pimpinella ha detto...

@Maria Luisa
Non credere pure io mi faccio un sacco di domande. Ma aldilà dei miei quesiti, la decisione di togliere il crocifisso mi sembra un tantino esagerata.
Il crocifisso, poi il presepe, poi l'alberello...che appiattimento....

Sono rimasta scioccata da quando qualche anno fà due maestre d'asilo litigavano in mia presenza proprio per la realizzazione di un presepe nei locali dell'asilo.
Alla fine, nonostante il reclamo di alcuni genitori il presepe non si è fatto,
proprio perchè poteva recare "disturbo".

giardigno65 ha detto...

l'avevo già letto : sembra una versione moderna del capitolo del grande inquisitore dei fratelli karamazov !

Pimpinella ha detto...

non l'ho letto...mi metti curiosità...

ilfilosofo ha detto...

Questo meraviglioso post di Leonardo ricorda a tutti la cosa più importante:che CRISTO è stato UOMO,che è UOMO, martirizzato, umiliato,picchiato, UOMO di carne e sangue. Per i cristiani autentici GESU' non è un simbolo e meno che mai una tradizione (ha ragione Leonardo, se deve restare appeso per questi motivi, allora è come se fosse stato tolto); per i cristiani cattolici autentici GESU' è amico, maestro, fratello, è una persona cara che non vediamo pù anche se sappiamo che è sempre noi, che ci è vicino più di tutti gli amici di carne e sangue. E'un po' come quando si perde una persona di famiglia, un amico carissimo: noi sappiamo che non è andata via veramenrte, che è ancora vicina, a volte la sentiamo anche, ne avvertiamo l'invisibile presenza; ma questo non ci impedisce (e non impedisce a nessuno, anche ai non cattolici), di tenere in casa, in ufficio, in auto, nella borsa una foto della persona cara , e di gardarsela di tanto in anto, e non impedisce di custodirne il corpo con mille attenzioni. GESU' per i veri autentici cristiani cattolici è la persona più cara che c'è. E a proposito di dubbi: significa rispettare i diritti umani impedire a milioni di persone di esporre la foto o l'immagine della persona cara?

Pimpinella ha detto...

Ciao Enzo, beh...che dire...dal tuo commento si capisce proprio che tu di dubbi non ne hai.
Mi ricordi quella che ero un tempo, le mie convinzioni di allora, mentre adesso mille domande...
Probabilmente perchè sono spariti tutti i miei punti di riferimento di allora...
Comunque anche per me il crocifisso rappresenta quello che rappresenta per te.

ilfilosofo ha detto...

Ciao,
i dubbi e le domande sono sempre una cosa buona e anche utile, ci spingono a cercare risposte, a trovarle anche qualche volta, ci aiutano a capire e a cercare sempre di capire. Secondo me il male dei cristiani di oggi è proprio questo considerare la propria fede come qualcosa di esteriore, un dovere, un'abitudine. I punti di riferimento sono importanti e purtroppo una larga parte della chiesa cattolica non è più un riferimento per gli uomini e le donne di oggi. Se posso permettermi di darti un consiglio, ti suggerisco di leggere, se non lo ho hai già fatto e se ne hai voglia, due libri scritti non da teologi, preti, cardinali ma da due giornalisti: uno molto recente di Antonio Socci (Indagine su Gesù), l'altro del 1978 credo di Vittorio Messori (Ipotesi su Gesù). Per me quello di Messori è stato un grande punto di riferimento nel momento in cui sono passato dall'ateismo alla fede.

Pimpinella ha detto...

Sorrido...perchè "Ipotesi di Gesù" di Messori è un vecchio libro che è sempre stato sugli scaffali di casa dei miei genitori.
Un paio di mesi fà l'ho portato a casa mia, adesso è tra quelli che aspettano di essere letti...vedo se mi faccio venire un pò d'ispirazione...
Grazie comunque per il consiglio, lo apprezzo, perchè per parlare di certi argomenti ci vuole sempre un pò di coraggio.

Pimpinella ha detto...

...comunque vada a finire...con grande dispiacere dico e sottoscrivo che questo crocifisso NON CE LO MERITIAMO!!!!

Nicole ha detto...

credo che ci siano cose, che non vadano mai cambiate...anche se in contraddizione.

Pimpinella ha detto...

ciao Nicole....ben tornata!

runners per caso ha detto...

bello questo sito blog belli questi post tutti nessuno escluso, bello in particolare questo post
grazie vero Cristo NON è solo tradizione, è qualcosa in +, QUELLO CHE FA LA DIFFERENZA. ma dubito che mai capiremo
ciaoo
denise

Pimpinella ha detto...

Ciao Denise, ben atterrata su questo blog, grazie di aver lasciato il tuo pensiero.

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