sabato 9 maggio 2009
Fiori? ...si...ma di Bach!
Ho sistemato un po' le mie piante, sopratutto quelle grasse, oggi finalmente mi sono sentita bene, carica di energia, chissà se devo ringraziare l'effetto della cura con i fiori di Bach, oppure sarà solamente il cosiddetto "effetto placebo".
Ma poi, in fondo chi se ne frega, ben venga la "magia" dei fiori di Bach o quello che è, non voglio fossilizzarmi sulla causa del mio stato euforico, quello che mi interessa è solamente il risultato.
Penso che veramente scarica come a questo giro non lo sono stata mai, non è solamente questione di sentire un po' la primavera, è proprio vera e propria mancanza di energia, più mentale che fisica.
Qualcuno ogni tanto mi dice che dipende dal periodo di stress che ho avuto fino a qualche mese fà, ma non saprei, io voglio solo che questo mio torpore mentale finisca...
A volte mi sento talmente inchiodata a terra, penso a quello che dovrei fare ma non trovo la voglia di farlo, tutto mi sembra un'impresa colossale.
Qui faccio una premessa, di depressione non voglio sentirne neanche parlare, ho cancellato questa parola dal mio dizionario personale, purtroppo ho toccato con mano gli effetti devastanti di questa malattia su persone a me vicine, è come se avessi fatto un giuramento a me stessa, vada per i periodi scarichi più o meno lunghi, ma io con le scatole di antidepressivi non voglio averci a che fare proprio niente.
Ultimamente una persona mi ha detto che forse il mio problema è che semplicemente penso troppo, ecco, su questo non posso dire niente, è la verità.
Insomma fondamentalmente sono una persona sorridente, attiva e voglio continuare ad esserlo, sono su questo pianeta da qualche anno e come tutte le persone di questo mondo ho avuto pure io qualche problema, ma chi è che non ha mai avuto problemi....
Di certo se imparassi ad essere più menefreghista vivrei meglio sicuramente, ma poi non riuscirei ad essere in pace con la mia coscienza.
Cerco per quanto mi è possibile di difendermi dai ricatti psicologici di chi mi stà accanto e a volte non si rende conto del meccanismo che mette in atto.
Certo, mai come adesso avrei voglia di rispettare i "miei tempi", ma cosa faccio, non vado più al lavoro e vado a fare delle belle girate???
Bello sarebbe prendersi un anno "sabbatico", potrei scrivere un libro o scalare l'Everest o anche meno...adesso mi viene in mente quando davvero ho preso un anno di "pausa" dal lavoro, ovvero quando è nata mia figlia.
Questo è stato l'anno più felice della mia vita, in assoluto.
Lì non ero alla ricerca della felicità perché c'era di già, era reale, si toccava con mano.
E anche mio marito era felice, perché quando tornava dal lavoro il giorno c'erano le sue donne a fargli compagnia.
Poi sono tornata a malincuore al lavoro e da lì in poi è stata sempre una corsa...
Forse sarebbe stato meglio fare la mamma a tempo pieno, con qualche soldo in meno ma più felice. Ma chissà perché tutti ti consigliano di rientrare, perché se no poi "ti annoi, non hai i tuoi spazi, ti viene la depressione a stare in casa, dove lo ritrovi un lavoro così vicino casa"... mah ... se avevo dato retta al mio istinto chissà come l'avrei pensata adesso...forse mi sarei lamentata lo stesso?
Chissà ... ma guardiamo avanti ...
p.s. ueh....questo è il CENTESIMO post...
Dedicato a te ...
Non è mai facile un ritorno
non è impresa da niente
ma finalmente arriva il giorno che tu fai pace con te
capire il vento, la ragione, il momento
spogliarsi di ogni incertezza, inseguire un canto...
anche se per gli altri sarà follia
Ad occhi chiusi io riconoscerei la mia prima volta,
tra quei sorrisi e quella sincerità il mondo era mio
quella minestra calda quanto mi manca
essere il primo a tutti i costi davvero stanca...
voglio respirare poesia,
la mia!
Ancora qui
per dire di si ai miei sentimenti
con l’onestà di chi non ha mai barato con te,
abbracciami adesso perché è tempo di noi
io non ti ho scordato, non l’ho fatto mai
Una domenica diversa da qui, talmente lontana
era un appello che forse per noi non tornerà più
i miei pensieri in volo dalla finestra
che diventava un pianeta quella mia stanza
se il coraggio un premio non è, cos’è...
Ancora qui
per dire di si,
riaccendere i sensi
affinché tu non mi veda più diverso da te...
Nessuna dogana per noi
nè ieri, nè mai...
ecco il mio indirizzo, torna quando vuoi :D
Lascia la porta spalancata alla vita
anche se l’hanno umiliata, brutalizzata
C’è ancora qualche cosa di me,
in ogni latitudine c’è,
qualcosa per cui ritornerei da te
da te.. ancora da te...
lunedì 20 aprile 2009
venerdì 17 aprile 2009
Considerazioni....
Parole infuocate, che a qualcuno daranno certamente noia, ma che tanti di noi le pensavano e non avevano il coraggio di ammetterle ad alta voce.
Quello che mi sgomenta è che anche queste parole, se pur vere, andranno ad aggiungersi alle altre suscitando altri facili sentimentalismi che non porteranno, credo, a niente.
giovedì 16 aprile 2009
Ma io per il terremoto....
di Giacomo Di Girolamo
Scusate, ma io non darò neanche un centesimo di euro a favore di chi raccoglie fondi per le popolazioni terremotate in Abruzzo. So che la mia suona come ...
... una bestemmia.
E che di solito si sbandiera il contrario, senza il pudore che la carità richiede. Ma io ho deciso. Non telefonerò a nessun numero che mi sottrarrà due euro dal mio conto telefonico, non manderò nessun sms al costo di un euro. Non partiranno bonifici, né versamenti alle poste. Non ho posti letto da offrire, case al mare da destinare a famigliole bisognose, né vecchi vestiti, peraltro ormai passati di moda.
Ho resistito agli appelli dei vip, ai minuti di silenzio dei calciatori, alle testimonianze dei politici, al pianto in diretta del premier. Non mi hanno impressionato i palinsesti travolti, le dirette no - stop, le scritte in sovrimpressione durante gli show della sera.
Non do un euro. E credo che questo sia il più grande gesto di civiltà, che in questo momento, da italiano, io possa fare.
Non do un euro perché è la beneficienza che rovina questo Paese, lo stereotipo dell'italiano generoso, del popolo pasticcione che ne combina di cotte e di crude, e poi però sa farsi perdonare tutto con questi slanci nei momenti delle tragedie.
Ecco, io sono stanco di questa Italia.
Non voglio che si perdoni più nulla.
La generosità, purtroppo, la beneficienza, fa da pretesto.
Siamo ancora lì, fermi sull'orlo del pozzo di Alfredino, a vedere come va a finire, stringendoci l'uno con l'altro. Soffriamo (e offriamo) una compassione autentica.
Ma non ci siamo mossi di un centimetro.
Eppure penso che le tragedie, tutte, possono essere prevenute. I pozzi coperti. Le responsabilità accertate. I danni riparati in poco tempo. Non do una lira, perché pago già le tasse. E sono tante. E in queste tasse ci sono già dentro i soldi per la ricostruzione, per gli aiuti, per la protezione civile. Che vengono sempre spesi per fare altro. E quindi ogni volta la Protezione Civile chiede soldi agli italiani.
E io dico no. Si rivolgano invece ai tanti eccellenti evasori che attraversano l'economia del nostro Paese.
E nelle mie tasse c'è previsto anche il pagamento di tribunali che dovrebbero accertare chi specula sulla sicurezza degli edifici, e dovrebbero farlo prima che succedano le catastrofi. Con le mie tasse pago anche una classe politica, tutta, ad ogni livello, che non riesce a fare nulla, ma proprio nulla, che non sia passerella.
C'è andato pure il presidente della Regione Siciliana, Lombardo, a visitare i posti terremotati. In un viaggio pagato - come tutti gli altri - da noi contribuenti. Ma a fare cosa? Ce n'era proprio bisogno?
Avrei potuto anche uscirlo, un euro, forse due. Poi Berlusconi ha parlato di "new town" e io ho pensato a Milano 2 , al lago dei cigni, e al neologismo: "new town". Dove l'ha preso? Dove l'ha letto? Da quanto tempo l'aveva in mente?
Il tempo del dolore non può essere scandito dal silenzio, ma tutto deve essere masticato, riprodotto, ad uso e consumo degli spettatori. Ecco come nasce "new town". E' un brand. Come la gomma del ponte.
Avrei potuto scucirlo qualche centesimo. Poi ho visto addirittura Schifani, nei posti del terremoto.
Il Presidente del Senato dice che "in questo momento serve l'unità di tutta la politica". Evviva. Ma io non sto con voi, perché io non sono come voi, io lavoro, non campo di politica, alle spalle della comunità. E poi mentre voi, voi tutti, avete responsabilità su quello che è successo, perché governate con diverse forme - da generazioni - gli italiani e il suolo che calpestano, io non ho colpa di nulla. Anzi, io sono per la giustizia. Voi siete per una solidarietà che copra le amnesie di una giustizia che non c'è.
Io non lo do, l'euro. Perché mi sono ricordato che mia madre, che ha servito lo Stato 40 anni, prende di pensione in un anno quasi quanto Schifani guadagna in un mese. E allora perché io devo uscire questo euro? Per compensare cosa? A proposito. Quando ci fu il Belice i miei lo sentirono eccome quel terremoto. E diedero un po' dei loro risparmi alle popolazioni terremotate.
Poi ci fu l'Irpinia. E anche lì i miei fecero il bravo e simbolico versamento su conto corrente postale. Per la ricostruzione. E sappiamo tutti come è andata. Dopo l'Irpinia ci fu l'Umbria, e San Giuliano, e di fronte lo strazio della scuola caduta sui bambini non puoi restare indifferente.
Ma ora basta. A che servono gli aiuti se poi si continua a fare sempre come prima?
Hanno scoperto, dei bravi giornalisti (ecco come spendere bene un euro: comprando un giornale scritto da bravi giornalisti) che una delle scuole crollate a L'Aquila in realtà era un albergo, che un tratto di penna di un funzionario compiacente aveva trasformato in edificio scolastico, nonostante non ci fossero assolutamente i minimi requisiti di sicurezza per farlo.
Ecco, nella nostra città, Marsala, c'è una scuola, la più popolosa, l'Istituto Tecnico Commerciale, che da 30 anni sta in un edificio che è un albergo trasformato in scuola. Nessun criterio di sicurezza rispettato, un edificio di cartapesta, 600 alunni. La Provincia ha speso quasi 7 milioni di euro d'affitto fino ad ora, per quella scuola, dove - per dirne una - nella palestra lo scorso Ottobre è caduto con lo scirocco (lo scirocco!! Non il terremoto! Lo scirocco! C'è una scala Mercalli per lo scirocco? O ce la dobbiamo inventare?) il controsoffitto in amianto.
Ecco, in quei milioni di euro c'è, annegato, con gli altri, anche l'euro della mia vergogna per una classe politica che non sa decidere nulla, se non come arricchirsi senza ritegno e fare arricchire per tornaconto.
Stavo per digitarlo, l'sms della coscienza a posto, poi al Tg1 hanno sottolineato gli eccezionali ascolti del giorno prima durante la diretta sul terremoto. E siccome quel servizio pubblico lo pago io, con il canone, ho capito che già era qualcosa se non chiedevo il rimborso del canone per quella bestialità che avevano detto.
Io non do una lira per i paesi terremotati. E non ne voglio se qualcosa succede a me. Voglio solo uno Stato efficiente, dove non comandino i furbi. E siccome so già che così non sarà, penso anche che il terremoto è il gratta e vinci di chi fa politica. Ora tutti hanno l'alibi per non parlare d'altro, ora nessuno potrà criticare il governo o la maggioranza (tutta, anche quella che sta all'opposizione) perché c'è il terremoto. Come l'11 Settembre, il terremoto e l'Abruzzo saranno il paravento per giustificare tutto.
Ci sono migliaia di sprechi di risorse in questo paese, ogni giorno. Se solo volesse davvero, lo Stato saprebbe come risparmiare per aiutare gli sfollati: congelando gli stipendi dei politici per un anno, o quelli dei super manager, accorpando le prossime elezioni europee al referendum. Sono le prime cose che mi vengono in mente. E ogni nuova cosa che penso mi monta sempre più rabbia.
Io non do una lira. E do il più grande aiuto possibile. La mia rabbia, il mio sdegno. Perché rivendico in questi giorni difficili il mio diritto di italiano di avere una casa sicura. E mi nasce un rabbia dentro che diventa pianto, quando sento dire "in Giappone non sarebbe successo", come se i giapponesi hanno scoperto una cosa nuova, come se il know - how del Sol Levante fosse solo un' esclusiva loro. Ogni studente di ingegneria fresco di laurea sa come si fanno le costruzioni. Glielo fanno dimenticare all'atto pratico.
E io piango di rabbia perché a morire sono sempre i poveracci, e nel frastuono della televisione non c'è neanche un poeta grande come Pasolini a dirci come stanno le cose, a raccogliere il dolore degli ultimi. Li hanno uccisi tutti, i poeti, in questo paese, o li hanno fatti morire di noia.
Ma io, qui, oggi, mi sento italiano, povero tra i poveri, e rivendico il diritto di dire quello che penso.
Come la natura quando muove la terra, d'altronde.
martedì 14 aprile 2009
All'aria aperta....
Stavolta, visto il poco tempo a disposizione (siamo partiti sabato in tarda mattinata) ci siamo spostati di poco, abbiamo fatto ritorno nella zona del Chianti e delle crete Senesi.
Alcuni paesi li avevamo già visitati ma ogni tanto ci piace ritornarci, sono posti che difficilmente lasciano il visitatore indifferente, e penso che se ci sono turisti da tutte le parti del mondo un motivo ci sarà...
A volte sembra di essere proprio in un quadro.
E poi la libertà di essere camperista e di vivere "en plein air" (all'aria aperta, appunto) senza orari, senza mete prefissate, libero di seguire il proprio ritmo senza rendere conto a nessuno.
Liberi per quanto sia possibile anche di vivere in mezzo alla natura lontano dai campeggi, dai luoghi super affollati che di "naturale" hanno ben poco.
Fino a chè non si ritorna a casa e si riprende la quotidianità di tutti i giorni...
:(
venerdì 10 aprile 2009
Ipotesi di felicità
Ho vissuto molto, e ora credo di aver trovato cosa occorra per essere felici: una vita tranquilla, appartata, in campagna. Con la possibilità di essere utile con le persone che si lasciano aiutare, e che non sono abituate a ricevere. E un lavoro che si spera possa essere di una qualche utilità; e poi riposo, natura, libri, musica, amore per il prossimo. Questa è la mia idea di felicità.
E poi, al di sopra di tutto, tu per compagna, e dei figli forse.
Cosa può desiderare di più il cuore di un uomo?
C. J. McCandless che legge Lev Nikolaevič Tolstoj
Per tutti
A presto...
Pimpinella
martedì 7 aprile 2009
Volti della tragedia

"...Tranquilli spettatori, spiriti intrepidi,
dei fratelli morenti assistendo al naufragio
voi ricercate in pace le cause dei disastri;
ma se avvertite i colpi avversi del destino,
divenite più umani e come noi piangete."
Poema sul disastro di LisbonaVoltaire
venerdì 3 aprile 2009
mercoledì 1 aprile 2009
La signora con il vestito giallo
La signora con il vestito giallo - Kurzwell Max - 1899 -Historishes Museum der Stadt Wien - Vienna
Maggio 2007
Sono passati quasi due anni dalla mia visita alla città di Vienna.
Ricordo ancora quell'emozione vibrante che questo quadro ha saputo evocare in me.
Sarà forse il colore giallo, io amo i colori e il giallo è uno dei miei preferiti.
Sempre attuale
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
"Non giudicate, per non essere giudicati; perché col giudizio con cui giudicate sarete giudicati; e con la misura con la quale misurate sarete misurati.
Perché osservi la pagliuzza nell'occhio del tuo fratello, mentre non ti accorgi della trave che hai nel tuo occhio?
O come potrai dire al tuo fratello: permetti che tolga la pagliuzza dal tuo occhio, mentre nell'occhio tuo c'è la trave?
Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e poi ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall'occhio del tuo fratello".
No, non fate quell'espressione... qualsiasi ideologia, filosofia, religione non può non considerare giuste queste parole. Parole semplici ma che molto spesso ci dimentichiamo.
Umiltà, basterebbe un briciolo di umiltà per capire cosa a volte può esserci dietro alcuni comportamenti, smettere di generare teorie personali che forse non interessano a nessuno, imparare a far scorrere pensieri che tramuterebbero sicuramente in parole inutili.
Fare silenzio...
mercoledì 25 marzo 2009
Primi fiori sulla Retaia
Sono sempre stata affascinata dai fiori di montagna, ma non sono un'esperta in materia,
quelli della prima foto hanno molto in comune con l"'Elleboro verde" di Sileno,
ma non sono esattamente gli stessi.
Forse sono della solita famiglia delle Ranuncolacee.
Qualcuno, per caso conosce il loro nome???
martedì 24 marzo 2009
Signore e signorine
Ed io che ci tenevo che ancora qualcuno mi chiamasse erroneamente "signorina", da ora in poi donne preparatevi, non vi chiamarenno nè signora, nè signorina, semplicemente non vi chiameranno... voglio proprio vedere come andrà a finire....Leggete questa:
"...Le aule europee dimostrano, per l’ennesima volta, la loro straordinaria capacità di percepire i problemi reali dei cittadini. Magari non saranno prontissimi a recepire le radici cristiane dell’Europa; magari non avranno lo scatto necessario per far sì che il Vecchio continente sia un’«Europa dei popoli» o un’«Europa delle Nazioni» e non un’«Europa dei banchieri con i benefit» o, peggio, un’«Europa dei burocrati».
Ma sulle cose serie ci sono.
Ci sono sempre.
L’ultima, ad esempio, è rivelata dal Daily Telegraph di ieri. Che spiega di come, in nome del politically correct, non si possa più dire «signora» o «signorina».
Di come sia vietato nelle aule del Parlamento parlare di «Miss» e «Mrs».
E di come spariscano, tutte d’un colpo, anche «Señora» e «Señorita», senza peraltro specificare se la canzone di Vasco Rossi che si intitola così possa continuare a essere trasmessa dalle radio.
Via pure «Frau» e «Fräulein», senza chiarimenti sulla sorte riservata alla «Fräulein», pardon «signorina», pardon come si dice ora, Rottenmeier di Heidi.
E poi la rinuncia peggiore, la più dolorosa.
Non si può più dire nemmeno «Madame», né «Mademoiselle» e pensate come ci può rimanere Carlà, povera figlia.
Insomma, in nome del politicamente corretto, niente più classificazioni di genere, ma solo neutre. Ne esce a pezzi soprattutto l’inglese: ad esempio, «sportsmen» non si può più dire perché contiene quel terribile suffisso maschile («men»).
Verrà sostituito dal neutro «athletes». Allo stesso modo «statesmen» verrà sostituito da «political leaders» e così via per tutti gli altri, da policeman in giù. Anzi, probabilmente, più che l’inglese ne esce a pezzi soprattutto la logica. Nessun «policeman» o come diavolo si chiama ora potrà arrestare la stupidità di certe scelte.
Anche perché a me hanno sempre insegnato che «signora» o «signorina» davanti, che so, al nome della maestra, era fondamentalmente una questione di buona educazione, non certo qualcosa di offensivo. E va be’ che oggi va più di moda direttamente il «tu» e magari il nome di battesimo della maestra.
Ma, insomma, codificarlo addirittura con apposita regolamentazione e bollini Ue, mi sembra troppo."
sabato 21 marzo 2009
Profumi e colori...
domenica 15 marzo 2009
Dolci ricordi
Anche un sapore particolare, chiudendo gli occhi può trasportarci in un tempo passato fatto di cose dolci e semplici.
Video segnalato concorso "Dolcemento Prato"
mercoledì 11 marzo 2009
Seduzione
Primo premio ex-aequo concorso video "Dolcemente Prato"
Ecco come il piacere derivato dalla sensualità di due corpi si intreccia con la seduzione derivata dalla goduria del palato.
Eros e cioccolata si completano, si miscelano e si incontrano per dare vita ad un inebriante gioco dei sensi.
La cioccolata non è un cibo come altri, è pura passione, difficile non farsi conquistare....
Condivido con voi questo piacevole video presentato al concorso video di "Dolcemente Prato" domenica scorsa, al quale vi ha anche partecipato l'amica food-blogger Aurelia - Profumi in cucina
lunedì 9 marzo 2009
"Dolcemente Prato" 2009
Molto in lontananza percepiva adesso anche un sentore di liquore, ma più come assenza, così come in una notte d’estate una brezza calda fa pensare al sole, ormai scomparso da ore dietro l’orizzonte.
Joop infilò in bocca il resto della pralina."
Philibert Schogt, La bottega del cioccolato
venerdì 6 marzo 2009
8 Marzo - Festa della donna
La Giornata Internazionale della Donna, comunemente però definita Festa della Donna è un giorno di celebrazione per le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne ed è una festività internazionale celebrata in diversi paesi del mondo occidentale l'8 marzo. L'usanza di regalare mimose in occasione della festa non è invece diffusa ovunque. L'8 marzo era originariamente una giornata di lotta, specialmente nell'ambito delle associazioni femministe: il simbolo delle vessazioni che la donna ha dovuto subire nel corso dei secoli.
Tuttavia nel corso degli anni il vero significato di questa ricorrenza è andato un po' sfumando, lasciando il posto ad una ricorrenza caratterizzata anche - se non soprattutto - da connotati di carattere commerciale e politico.
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
mercoledì 4 marzo 2009
TERZA GIORNATA MONDIALE DELLA LENTEZZA
Si perchè ultimamente vado molto lenta...anzi, mi correggo,
I 14 comandalenti
1) Svegliarsi 5 minuti prima del solito per farsi la barba, truccarsi o far colazione senza fretta e con un pizzico di allegria.2) Se siamo in coda nel traffico o alla cassa di un supermercato, evitiamo di arrabbiarci e usiamo questo tempo per programmare mentalmente la serata o per scambiare due chiacchiere con il vicino di carrello.
3) Se entrate in un bar per un caffè:ricordatevi di salutare il barista, gustarvi il caffè e risalutare barista e cassiera al momento dell'uscita(questa regola vale per tutti i negozi, in ufficio e anche in ascensore)
4) Scrivere sms senza simboli o abbreviazioni, magari iniziando con caro o cara...
5) Quando è possibile, evitiamo di fare due cose contemporaneamente come telefonare e scrivere al computer...se no si rischia di diventare scortesi, imprecisi e approssimativi.
6) Evitiamo di iscrivere noi o i nostri figli ad una scuola o una palestra dall'altra parte della città
7) Non riempire l'agenda della nostra giornata di appuntamenti, anche se piacevoli, impariamo a dire qualche no e ad avere dei momenti di vuoto.
8) Non correte per forza a fare la spesa, senz'altro la vostra dispensa vi consentirà di cucinare una buona cenetta dal primo al dolce.
9) Anche se potrebbe costare un po' di più, ogni tanto concediamoci una visitina al negozio sottocasa, risparmieremo in tempo e saremo meno stressati.
10) Facciamo una camminata, soli o in compagnia, invece di incolonnarci in auto per raggiungere la solita trattoria fuori porta.
11) La sera leggete i giornali e non continuate a fare zapping davanti alla tv.
12) Evitate qualche viaggio nei week-end o durante i lunghi ponti, ma gustatevi la vostra città, qualunque essa sia.
13) Se avete 15 giorni di ferie, dedicatene 10 alle vacanze e utilizzate i rimanenti come decompressione pre o post vacanza.
14)Smettiamo di continuare a ripetere:"non ho tempo". Il continuare a farlo non ci farà certo sembrare più importanti.
2) La poesia del cibo inizia quando facciamo la spesa: scegliamo prodotti di stagione e di qualità. Se vogliamo risparmiare diminuiamo la quantità: che è anche un'ottima scelta per controllare colesterolo e peso.
3) E' scientificamente provato che l'acqua non bolle prima se continuiamo a osservarla: quindi senza fretta appassioniamoci alla preparazione della nostra cenetta e apparecchiamo con cura la tavola, un fiore?
4) Utilizziamo tutti i nostri sensi per godere dei singoli ingredienti: la vista, il tatto, l'olfatto, il gusto ... anche l'udito (i rumori della cucina fanno tanto casa e calore!).
5) Gustiamo ogni forchettata e ogni piccolo sorso di quel vino che, anche se da incompetenti, avremo scelto con amore e cura.
6) Evitiamo il "due in uno"! Se mangiamo non telefoniamo, se telefoniamo non mangiamo.
7)Non precipitiamoci ... il cinema, la lavastoviglie, l'ultimo ritocco al computer, ecc. aspettano
"Il mondo e la nostra vita girano troppo in fretta. Una fretta che ci allontana sempre più dai tempi biologici della Terra e da un ritmo di vita più naturale. [...]
Rallentare vuol dire riflettere su come usare meglio il nostro tempo, significa apprezzare le piccole cose di ogni giorno, accorgersi che la maggiore ricchezza di cui abbiamo bisogno sono le relazioni umane.”

