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domenica 7 giugno 2009

Una figlia come Hannah Montana...no grazie!

Premetto che non intendo dare lezione di moralismo, riporto una sequenza di pensieri sfarfugliati che mi passano per la testa ultimamente.

Giorni un po' pesanti, ogni genitore con figli a carico di questi tempi non vede l'ora di arrivare a fine giugno quando TUTTO sarà finito, la scuola, la danza, il calcio, il violino, le cene e i saggi di fine anno e così via.....
Finiremo di scorrazzare i nostri figli da una parte all'altra della città e finalmente apprezzeremo la gioia di vivere le cose con più lentezza. Peccato però che poi farà troppo caldo. Va bé.
Ma chi ce lo fà fare, mi domando ....com'è che è iniziato tutto questo ambaradam??? Fammi pensare....ah ecco, mia figlia ha quasi 8 anni e il pediatra mi consiglia di fargli fare sport per un piccolo problema di ginocchio valgo. La danza contemporanea è l'ideale perché si fanno esercizi a piede nudo e quindi si ottiene un rafforzamento ideale della muscolatura della gamba. Così ci siamo affacciate al mondo della danza più per necessità che per voglia di danzare. Passano gli anni, il primo, il secondo, il terzo anno, l'insegnante tutte le volte che mi incontra mi fà un sacco di complimenti per le attitudini alla danza di mia figlia...mah...a me troppi complimenti non mi sono mai piaciuti penso sempre ad un secondo fine. Però in effetti noto con piacere che mia figlia ci mette passione, mi dico.... bene, son soldi - e neanche pochi - spesi bene.....
Peccato che poi la scuola si sposta un po' più lontano da casa nostra, e tutto diventa un po' più complicato da gestire. Però lei, la ballerina è contenta e quindi pazienza se poi farò un pò di fatica a conciliare il tutto e se la sera prima delle 20.30 non saremo in casa....
E poi....ogni tanto provo a dirgli "ma perché non proviamo a fare qualche altro sport?" ....ma poi la vedo veramente coinvolta, lei che balla in ogni momento della giornata anche a casa, a scuola nell'intervallo di scuola con le sue amiche.
Va bé, lasciamo fare...

Ai nostri tempi andavamo al cinema a vedere Grease, ricordo i ragazzi che imitavano Danny Zuko e noi che ci sentivamo un po' Sandy, però nella versione grintosa e "cattiva" in tutina aderente di lycra nera.....
Di questi tempi invece al cinema si và a vedere High School Musical uno - due e treeeee....... adesso ci si può immedesimare nella tenera Gabriella o nella perfida Sharpay, e che dire poi di Troy...
E come di rito, dopo ogni tormentone cinematografico, dopo un po' nelle cartolerie ecco che zaini, astucci, quaderni, penne...tutto ti ricordano che anche tu puoi far parte della banda di HSM e se non ti basta, giri l'angolo e.... puoi comprare il vestitino, il costumino, le mollettine per i capelli...cosa altro vuoi?
Non abbiamo bisogno di niente, grazie, odio qualsiasi oggetto che reclamizzi un film, un cartone, quello che vogliono gl'altri e non voglio io.
Con le amiche però è tutto un fermento, si imparano tra di loro a memoria le canzoni di tutti e tre i film ed hanno imparato la coreografie di diversi balletti. Tutti i giorni ad ogni intervallo, stesse musiche, stessi balletti.
...anche noi imitavamo Danny Zuko quando ballava " Greased Lightnin' " sul cofano della macchina....no?
Va bé, lasciamo fare...

"Mamma ma perchè non vediamo "Amici" come tutti?"
Non lo voglio vedere proprio perchè lo vedono tutti e cerco di fargli capire che si può vivere benissimo anche senza la De Filippi.
E poi si deve andare a letto presto, 21.30-21.45, non transigo. Non perchè sono un maresciallo, ma perchè i bambini hanno bisogno di dormire e la mia in modo particolare.
La finale di Amici, quella però l'abbiamo vista insieme. Le sue amiche a scuola parlavano così tanto di Angela, di Valerio & c. che ho ritenuto giusto farle vedere in prima persona di cosa parlavano le altre.
E poi, non è sempre semplice essere saldi a un principio, ogni tanto una vocina dentro di me si domanda se sono troppo rigida e cerco di capire se lei si sente un po' diversa dalle sue amiche.
La osservo, la studio, le faccio domande.....ma la vedo serena.
Mi basta e riprendo la mia strada.
Anzi la nostra strada perché affianco a me c'è mio marito, ovviamente.
Adesso in camera abbiamo il poster di Angela e il pomeriggio quando si può, ci vediamo Wanna Dance, gara spettacolo di mini-ballerini allo sbaraglio con relative coreografie da provare davanti allo schermo...e vai....
Nel frattempo la signorina Hannah Montana, normale adolescente di giorno ma pop star di notte, è arrivata anche sugli schermi di chi per scelta non ha la pay-tv, quindi anche lei adesso è entrata a casa mia.
A scuola per la cena di fine anno, grandi preparativi in fermento, ballano tutti, pure i maschi....
mia figlia sono mesi che a casa scrive a modo suo le coreografie, con le prese, contando le ottave ad ogni canzone....

Fino a qualche mese fà era sempre con me in cucina a tenermi compagnia, mi seguiva persino in bagno perché doveva parlare con me di tutto quello che succedeva a scuola....adesso sparisce...si chiude in camera, ha attaccato un cartello "bussare prima di entrare", apro la porta ed è lì che scrive la scaletta dei balletti di fine anno.
Certo sta crescendo, lo so, è normale che la camera adesso sia diventata come mai il suo rifugio.
Non è questo il punto, il distaccamento dai genitori ci deve essere, è fisiologico. ma non riesce a parlare altro che di musica, di danza, di prove, di sequenze....è diventata monotematica.
Ieri l'ho sorpresa con le cuffie del lettore mp3 negli orecchi, mentre faceva finta di cantare con il microfono in mano. E lei si guardava tutta convinta nel vetro della finestra.
Sembrava Hannah Montana.
Va bé lasciamo fare???....
Io non la vorrei proprio una figlia come Hannah Montana.

Non è per niente facile fare il genitore, specialmente quando ti accorgi che certi segnali infimi entrano di soppiatto in casa tua e non sai neanche come hai fatto a farli entrare, vogliamo "taggare" questi segnali? Parliamo di omologazione, di perdita di personalità? Parliamo infine di profitti a scapito dei più deboli? Ci sarebbe da dire mille cose.
Ma non voglio annoiarvi, non oggi.
Siamo noi che frastorniamo i ragazzi con una miriade di messaggi vuoti, siamo noi che gli educhiamo col nostro esempio.... poi un giorno ci arrabbieremo con loro perché pretenderanno di fare quello che abbiamo tacitamente acconsentito con i nostri comportamenti, senza battere ciglio.

Ierisera al tg, trasmettono un servizio sulla nazionale femminile di Ginnastica Ritmica, mi ricordo che un pò di tempo fà lei era rimasta affascinata da tutti quei nastri colorati che ondeggiavano per l'aria..."ma perché non provi qualche volta per vedere se ti piace?"....... :)

Foto web

mercoledì 4 marzo 2009

TERZA GIORNATA MONDIALE DELLA LENTEZZA

9 MARZO 2009
GIORNATA MONDIALE DELLA LENTEZZA
Non ne avevo mai sentito parlare,
eccola una giornata che sembra fatta proprio su misura per me.
Si perchè ultimamente vado molto lenta...anzi, mi correggo,
vorrei andare ancora più lenta ma in qualche modo devo poi adeguarmi all’esigenze quotidiane.
Ecco una giornata dove posso avere una scusa giustificata!
L’iniziativa è partita nel 2006 da Bruno Cortigiani,
se volete sapere i dettagli visitate il sito
Sappiate in ogni modo che non è indispensabile partecipare
alle varie iniziative preparate per l’occasioni,
anzi a parere mio, bastano solamente
un po’ di calma, un po’ di silenzio e lasciar scorrere i pensieri e le ansie.
"Rallentare quando possiamo
Correre quando dobbiamo"
Dal sito in questione ho trovato la lista dei comandaLENTI da osservare, qualcuno un pò banale, qualcuno da prendere in considerazione....

I 14 comandalenti

1) Svegliarsi 5 minuti prima del solito per farsi la barba, truccarsi o far colazione senza fretta e con un pizzico di allegria.

2) Se siamo in coda nel traffico o alla cassa di un supermercato, evitiamo di arrabbiarci e usiamo questo tempo per programmare mentalmente la serata o per scambiare due chiacchiere con il vicino di carrello.

3) Se entrate in un bar per un caffè:ricordatevi di salutare il barista, gustarvi il caffè e risalutare barista e cassiera al momento dell'uscita(questa regola vale per tutti i negozi, in ufficio e anche in ascensore)

4) Scrivere sms senza simboli o abbreviazioni, magari iniziando con caro o cara...

5) Quando è possibile, evitiamo di fare due cose contemporaneamente come telefonare e scrivere al computer...se no si rischia di diventare scortesi, imprecisi e approssimativi.

6) Evitiamo di iscrivere noi o i nostri figli ad una scuola o una palestra dall'altra parte della città

7) Non riempire l'agenda della nostra giornata di appuntamenti, anche se piacevoli, impariamo a dire qualche no e ad avere dei momenti di vuoto.

8) Non correte per forza a fare la spesa, senz'altro la vostra dispensa vi consentirà di cucinare una buona cenetta dal primo al dolce.

9) Anche se potrebbe costare un po' di più, ogni tanto concediamoci una visitina al negozio sottocasa, risparmieremo in tempo e saremo meno stressati.

10) Facciamo una camminata, soli o in compagnia, invece di incolonnarci in auto per raggiungere la solita trattoria fuori porta.

11) La sera leggete i giornali e non continuate a fare zapping davanti alla tv.

12) Evitate qualche viaggio nei week-end o durante i lunghi ponti, ma gustatevi la vostra città, qualunque essa sia.

13) Se avete 15 giorni di ferie, dedicatene 10 alle vacanze e utilizzate i rimanenti come decompressione pre o post vacanza.

14)Smettiamo di continuare a ripetere:"non ho tempo". Il continuare a farlo non ci farà certo sembrare più importanti.

... e i 7 comandalenti in cucina
1) Il cibo è la tua prima medicina: insegna Ippocrate... crediamoci!



2) La poesia del cibo inizia quando facciamo la spesa: scegliamo prodotti di stagione e di qualità. Se vogliamo risparmiare diminuiamo la quantità: che è anche un'ottima scelta per controllare colesterolo e peso.



3) E' scientificamente provato che l'acqua non bolle prima se continuiamo a osservarla: quindi senza fretta appassioniamoci alla preparazione della nostra cenetta e apparecchiamo con cura la tavola, un fiore?



4) Utilizziamo tutti i nostri sensi per godere dei singoli ingredienti: la vista, il tatto, l'olfatto, il gusto ... anche l'udito (i rumori della cucina fanno tanto casa e calore!).



5) Gustiamo ogni forchettata e ogni piccolo sorso di quel vino che, anche se da incompetenti, avremo scelto con amore e cura.



6) Evitiamo il "due in uno"! Se mangiamo non telefoniamo, se telefoniamo non mangiamo.



7)Non precipitiamoci ... il cinema, la lavastoviglie, l'ultimo ritocco al computer, ecc. aspettano


"Il mondo e la nostra vita girano troppo in fretta. Una fretta che ci allontana sempre più dai tempi biologici della Terra e da un ritmo di vita più naturale. [...]

Rallentare vuol dire riflettere su come usare meglio il nostro tempo, significa apprezzare le piccole cose di ogni giorno, accorgersi che la maggiore ricchezza di cui abbiamo bisogno sono le relazioni umane.”
Foto web

sabato 21 febbraio 2009

Carnevale tutto l'anno

Riporto un interessante articolo sul Carnevale, pubblicato sul "La Nazione" di qualche giorno fà.
"Il Carnevale oggi è una festa che non ha più senso, che non è più sentita.
Tant’è che la maggioranza delle persone non sa quando inizi e quando finisca.

Perché da noi, ormai, è carnevale tutto l’anno.

Prima che si affermasse l’attuale modello di sviluppo, basato essenzialmente sull’economia, sul mercato, sul consumo, la società preindustriale europea era impregnata di forti valori, religiosi ma non solo, e aveva quindi regole rigide.


Il Carnevale era un’utile valvola di sfogo per liberare, canalizzandola in un periodo preciso e quindi mantenendola sotto controllo, l’aggressività che c’è in ciascuno di noi e che non deve essere eliminata del tutto perché ha un valore vitale. Tutte le società preindustriali hanno conosciuto istituti analoghi. Fra gli Ashanti, tribù guerriera, era stata ritualizzata una settimana in cui ognuno poteva dire al suo vicino, ma anche al Re, cosa pensava di lui, anche insultandolo e ingiuriandolo senza patire alcuna conseguenza. Passata la settimana tutto rientrava nella normalità. Era il loro Carnevale per canalizzare l’aggressività e mantenere la coesione del gruppo quando l’aggressività non poteva essere scaricata all’esterno, in una guerra. La stessa funzione aveva il carnevale europeo.

Ma nella società del consumismo coatto (”bisogna stimolare in consumi per aiutare la produzione”), del permissivismo obbligatorio, della trasgressione elevata a sistema, che senso può conservare il Carnevale?
Che senso ha il “sabato grasso” se ogni giorno è grasso?
E’ la storia del pollo di quando eravamo bambini. Allora mangiare pollo era un avvenimento, una festa, non può più esserlo oggi che possiamo mangiarlo tutti i giorni.
Dice Eraclito “è la privazione che rende piacevole la sazietà”.
E’ il tabù che dà significato alla trasgressione.
Ha senso trasgredire, una tantum, se c’è qualcosa da trasgredire.
Noi abbiamo dimenticato questi principi elementari.
Viviamo in un’orgia permanente, di tutto, di oggetti, di immagini, di parole, di suoni, di stimoli. Siamo, come l’ultima Roma, come la Bisanzio del nostro immaginario, una società in piena decadenza, devitalizzata, debosciata. Priva di valori, che non siano quantitativi e mercantili.
Ecco perché la gioiosa trasgressione del Carnevale non ha più senso."
Massimo Fini

venerdì 14 novembre 2008

La storia delle "mie" cose.

A volte capita che mentre stai leggendo un libro o guardando un film ti accorgi di aver trovato pensieri uguali ai tuoi ed allora avverti dentro di te una vibrazione calda e piacevole, ed ecco che dici: "E' vero, la penso pure io così!!"
Quando Marco mi ha fatto conoscere il filmato "La storia delle cose" (io lo avevo messo su dvd, così me lo sono guardato con tutta la famiglia sul divano), mi è successa la stessa cosa.
Ogni tanto ci vuole un qualcosa che fermi i nostri automatismi quotidiani e che ci porti a riflettere su quello che specialmodo negli ultimi venti anni siamo diventati.
Tutti siamo coinvolti, nessuno è escluso.
Dovremmo soffermarci un attimo e pensare.
Pensiamo a come è cambiata la nostra vita da quando per esempio sono arrivati nella nostra zona i centri commerciali.
Pensiamo se sia giusto andare vanti cosi', tutti a testa bassa oppure se sia giusto provare a riprendere i comandi della nostra vita invece di far decidere ad altri cosa è giusto avere e cosa no.
No, non è una battaglia persa in partenza, credetemi, basta solamente un po' di auto-esame e ricordarci che non siamo soli ma esistono anche altre persone che nel loro piccolo sfidano chi pensa solamente al proprio profitto.
Da sottolineare e questo l'ho sempre detto ai quattro venti, che le nostre piccole e scelte influenzano le GRANDI scelte e per dirla alla spicciola, se noi rifiutiamo certi atteggiamenti e magari siamo di esempio ad altre persone , sono stra-convinta che col tempo possiamo modificare alcune tendenze del "business".
Pensate ai vantaggi se la gente per esempio la domenica andasse piu’ a giro per i musei e meno per i centri commerciali, probabilmente questi smetterebbero di rimanere aperti la domenica.
Riscoprire le nostre città, la nostra cultura, risparmiare evitando di comprare cose inutili, e per chi sta a vendere, lavorare meno per stare con la propria famiglia.
Non è che dobbiamo smettere di comprare tutto quello che ci piace, solamente occorre farlo con coscienza e domandarsi se veramente desideriamo o necessitiamo di quell'acquisto e soprattutto se l'oggetto vecchio che verrà a breve sostituito è veramente da sostituire.
E poi, di questi tempi, se possiamo anche permettercelo economicamente.
Una volta senza soldi non si faceva niente, adesso pur di stare al passo con i tempi non esitiamo a riempirci di bollettini per cose che potevano benissimo aspettare.
Personalmente vengo da una cultura dove mi hanno insegnato che le cose hanno un valore, una storia e a volte, mettendoci un po' di poesia, per me gli oggetti rappresentano ricordi, un pezzo della mia vita.
Non ho voglia di disfarmi di loro così presto solo perché è uscito l'ultimo modello che va di moda adesso.
Una volta (e ancora adesso amo farlo), quando una cosa si rompeva si cercava di aggiustarla, valutando se era il caso di ripararla.
Una volta se nel piatto avanzava qualcosa, era scontato tenerlo da parte per il pasto dopo, inoltre era "peccato" gettare via il pane raffermo.
Provare ad avere un po' di rispetto per quelli che muoiono veramente di fame mentre noi a volte lasciamo marcire la roba nel frigo.
Di questi tempi è anche vero che si può essere scambiati per "tirati", magari alle spalle ci dicono che abbiamo "le braccine corte", ma in fondo noi sappiamo perchè.

E quindi dopo aver guardato questo filmato .....sorrido e osservo i miei stivali con la punta un po' "antica", di certo non saranno all'ultimo grido, ma non me ne frega proprio niente, andranno avanti finchè saranno in ottimo stato.
Infine.... con orgoglio guardo mia figlia col suo zaino e l'astuccio che si porta dietro dalla prima elementare quasi dispiaciuta perché che tra un po' andrà in prima media e quindi dovrà abbandonarli.
Credo di essere riuscita a trasmetterle il messaggio che a sua volta mio padre aveva trasmesso a me.
Sono soddisfatta ma riconosco che non ho fatto niente in confronto a quello che dovrei veramente fare.
Però ci provo, sarebbe bello “passare parola”.