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sabato 21 febbraio 2009

Facciamo un po' di gossip?

Rieccomi qui, non so bene neanch’io perché, la tentazione di non postare più è tanta, ma vediamo un po’....

Innanzi tutto voglio fare un po’ di gossip, perché no…soprattutto per quelli che mi conoscono in “carne ed ossa”.

Ogni tanto qualcuno dei miei amici a cui ho dato l’indirizzo del mio blogghettino mi domanda “…oh, ma chi è l’anonimo che ti scrive i commenti?” “Ma perché ti ha scritto così?” e soprattutto mi chiedono “…ma è un uomo o una donna?…" ;)

A questo punto parte la mia risata, perché penso che un uomo, proprio per le caratteristiche proprie maschili, non credo che si metterebbe a puntualizzare così com’è successo.

No, non è un uomo, mi dispiace per voi, mi immagino che qualcuno abbia pensato ad un amante arrabbiato :) , no, spiacente, è semplicemente una persona di sesso femminile con cui ho condiviso tramite un forum su Internet, un periodo non proprio bello della mia vita. Un’amicizia virtuale, chiamiamola così.

Il perché scrivesse come anonimo, non saprei, probabilmente per lo stesso motivo perché non dà mai il suo indirizzo di posta elettronica, per essendo una navigatrice esperta del web.

A parte questo particolare è stata un’amicizia strana, ma sincera, io sono sempre stata me stessa, così quando ci sentivamo al telefono o per SMS.

Poi ho avuto la bella idea di darle l’indirizzo del mio blog, magari per avere un qualcosa in più per sentirci più vicine.

Ahimè, qualcosa si è incrinato, forse i miei ottimismi, magari a volte un po’ sforzati, hanno urtato la sua sensibilità, non tutti siamo uguali e se in un altro periodo ho manifestato altro tipo di sentimento non è detto che io adesso sia cambiata e diversa.

Peccato che io non corrisponda più alle sue aspettative.


Più che vado avanti e più che mi accorgo che il blog è un’arma a doppio taglio.

All’inizio, pensando di fare una cosa giusta ho dato l’indirizzo anche a persone con cui condivido qualcosa, ma non sò se lo rifarei, non sono riuscita ad "avvicinarmi" a nessuno e nessuno si è "avvicinato" a me, quindi non è servito a niente.

Amici in lontananza che si facevano vivi via mail non per raccontarsi di sé, ma magari con una catena di quelle che la devi inoltrare a 10 amici in 3 minuti, ecco loro, proprio hanno fatto finta di niente e adesso non mi inviano neanche più le catene. (grazie!)

Inoltre adesso, ho “l’ansia da prestazione”...

A volte se scrivo qualcosa di leggero, mi sembra di essere superficiale e retorica.

Se scrivo, o vorrei scrivere qualcosa di più impegnativo, mi sembra di essere troppo seria e pesante.

Se poi osservo il livello culturale dei bloggers che ci sono a giro, allora si che mi spavento.

Io, ahimè sono una persona semplice, non ho studiato come avrei voluto e dovuto e adesso mi ritrovo con i miei mezzi a cercare di riprendere il tempo perso.

Io non voglio sembrare quella che non sono.

Non mi ritengo una persona colta, ma ci vorrei diventare, a modo mio però.

E se scrivo qualcosa è anche perché mi rimanga bene in mente.

Non è detto poi che lo metta in pratica. :)

martedì 10 febbraio 2009

Uffa

Sta diventando tutto assurdo.
Siamo diventati così ingarbugliati con i nostri pensieri, che ci vergogniamo a dire quali sono i nostri desideri più veri.

Perchè noi dei tempi moderni, siamo così avanti che è diventato ridicolo fermarsi davanti ai sogni, e quindi occorre smettere di fare retorica, dobbiamo essere lucidi, lucidissimi.
Può essere, forse sto sbagliando tutto, sto andando in una direzione sbagliata, magari sto soffocando in qualche modo le mie "ombre", oppure il mio può essere un modo per non affrontare la realtà come questo mondo esigerebbe.
Però adesso sono stanca, passo di qui per riposarmi, come quando camminiamo lungo un sentiero.
Mi piace fermare il tempo, mi riposo, mi siedo su un bel sasso accogliente, magari bevo ad una fonte, riprendo il mio cammino e intanto ascolto il sottofondo della natura, il rumore dei miei passi, osservo il colore dei fiori, odoro, tocco, se ho voglia canto pure.....
Cosi' voglio che sia sempre la mia vita, voglio emozionarmi ancora davanti agli spazi infiniti, davanti ad un bel fiore, alla luna piena, ad un arcobaleno, ad un quadro, ad una fotografia, ascoltando una musica, una poesia...
Ma voglio sapermi emozionare anche di fronte alle cose negative alle quali spesso nella vita andiamo incontro senza volerlo, proprio per permettermi di apprezzare poi in un secondo momento le cose positive con più pienezza.
Il problema è che vorremmo essere puri come i bambini, ma poi per qualche dannato motivo complichiamo la vita anche solo per il piacere di complicarla, dimenticando così il modo per entrare in sintonia con le cose più semplici.

Marco, grazie di avermi fatto leggere questo post - (Barlume).

sabato 7 febbraio 2009

Discorso di speranza

Domenica scorsa ho sentito in televisione un giornalista che ha letto questo discorso fatto da Obama prima di essere eletto presidente degli Stati Uniti.
L'ho cercato su Internet e alla fine sono riuscita a trovarlo.
Volevo condividere queste parole con voi.
A me fanno bene al cuore.
Chissà se porteranno a qualcosa....

«Sono persuaso che ogniqualvolta esageriamo o demonizziamo,
caricaturiamo o siamo arroganti,
siamo condannati alla sconfitta.
Se rendiamo sciocco il dibattito politico,
perdiamo.
È la caccia alla purezza ideologica,
l'ortodossia rigida e la eterna prevedibilità del dibattito
che ci impedisce di vedere le sfide che abbiamo davanti.
Siamo stretti nella camicia di forza di o noi o loro...
con la discussione che è diventata uno sport agonistico,
la politica triviale dello scontro,
i leader gladiatori con la pancetta e l' opinione pubblica ridotta a tifosi sulle curve.
Ci dipingiamo le facce con i nostri colori e colpiamo l'altra squadra sotto la cintura,
tanto conta solo vincere...
Gli elettori non sono maschere caricaturali...
aspettano una politica che abbia la maturità di sognare ma restare realista,
che sappia proporre e accettare i compromessi
e ammettere che anche i rivali possono avere ragione.

Non si tratta più di destra o sinistra, progressisti e conservatori,
ma della differenza tra dogma e senso comune,
tra i principi che contano davvero e le posizioni del momento»

Barack Obama

Ecco un commento...

Caro Marco, leggendo il tuo post "L'Italia? E' un'avanguardia dell'osceno" penso che nei momenti di sconforto a volte pure io mi identifico nell’Italia descritta dallo srittore Gennaro Genna, sono analisi credo dettate dalla rabbia, generate a “caldo", posso comprenderle, ma quello che mi fà storcere il naso è che, guarda un pò il caso anche lui scrive un libro che và ad aggiungersi ai tanti che tirano per la maggiore in questo momento.

Certo che ognuno fa bene a fare il proprio lavoro, lui è scrittore che altro deve fare….però, uno scrittore di solito è un uomo di una certa sopraelevatezza culturale, non uno come me che fa parte del populino, dovrebbe stare un gradino sopra il mio, e non ad additare tutto e tutti……
Può essere che anche lì ci sia lo zampino del profitto? ....mmmmhhh…


Col tuo post “Progresso e Rivoluzione” un po’ ti commenti solo, da una parte Gennaro Genna un signore con la bava alla bocca dalla rabbia, dall’altra Krishna J. che rileva che l’ideologia, le rivoluzioni portate da un’idea, non portano a niente ma solo ad ulteriori divisioni.

Personalmente mi sento un po’ l’uno e un po’ l’altro, e a volte nessuno dei due.

Ho l'impressione, naturalmente la mia impressione, che a noi Italiani ultimamente piace sempre di più fare del vittimismo, scriviamo sulla nostra lavagna tutte le cose che non funzionano, ci piace sottolinearle col gessetto, richiamare l’attenzione anche urlando. Qualche scolaretto attento alla lezione si sveglia dal letargo e poi cosa fa, anche lui si mette ad urlare e a dire questo no, quest’altro no, gli altri invece forse sonnecchiano forse fanno finta di sonnecchiare.
Altri ancora invece cercano con i propri mezzi di capire la motivazione di fondo del nostro malessere culturale, che non riguarda in maniera predominante l’Italia come accenna Genna, basta vedere l’incidenza dei suicidi nel resto dell' Europa, noi non siamo tra i primi posti per fortuna.
E sappiamo bene che non è vero che il tutto è iniziato da quando sono apparse le tv private, quelle semmai hanno contribuito al degrado, ma il fattore scatenante è scattato quando il cosiddetto “progresso tecnologico” è entrato
inarrestabile nella nostra società.



Siamo su un treno che va a trecento Km all'ora, non sappiamo dove ci sta portando e, soprattutto, ci siamo accorti che non c'è il macchinista.

(Carlo Rubbia)

venerdì 6 febbraio 2009

Media

La demonizzazione dell'avversario nasconde le debolezze
e le mancanze di prospettiva dei nostri argomenti,
se le nostri ragioni anzichè portare al consenso finiscono con l'isolarci,
falliremo, e di solito a chi diamo la colpa di questo fallimento?
Ai mass media , ai giornali, alla televisione.

Hans Magnus Enzesberger

Opzioni per un poeta

Con parole diverse
dire la stessa cosa,
sempre la stessa.
Sempre con le stesse parole
dire una cosa del tutto diversa
o la stessa in modo diverso.
Molte cose non dirle,
o dire molto
con parole che non dicono niente.
Oppure tacere in modo eloquente.

Hans Magnus Enzeberg



domenica 1 febbraio 2009

Il dolore degli altri

Quando il male travolge la vita di qualcuno che mi stà vicino, ecco ritorna puntuale la solita domanda, come posso fare e cosa posso dire per sollevare le pene altrui.
Di solito preferisco non dire niente, un po' dovuto al mio innato pragmatismo poiché non credo ai soliti discorsi di convenienza e alle parole che non portano a niente, sdrammatizzare poi su certe cose per carità, così preferisco parlare il meno possibile.
Il dolore delle altre persone per quanto uno si possa impegnare, non lo si potrà mai comprendere, se non si è già sperimentato sulla propria pelle nella stessa misura.
L'unica cosa forse è stare in silenzio vicini, fare sentire la nostra presenza.
Ma quanto è difficile quando un'amica mi dice che preferirebbe morire piuttosto che andare avanti, lei che fino a tre anni
era la forza della natura, poi infine stroncata da un ictus a 38 anni.
Adesso si ritrova giorno per giorno a fare i conti con la sua dannata parte destra la quale non risponde più come dovrebbe.
Una continua lotta per riacquistare la parola, la lettura, la gamba e il braccio destro.
Qualcosa devo dirle però ma come posso dare significato alle mie parole se capisco già che scivoleranno via come acqua su una lastra di marmo.
Provo a mettermi nei suoi panni, si, forse vorrei morire anch'io al posto suo.

Qualsiasi cosa che io diro' sarà comunque una bugia.

Trattamento di bruttezza

Sorrido, in questi giorni andando a fare la spesa al supermercato oppure prendendo un caffè al bar, alcune persone spudoratamente mi guardano almeno due volte.
Anche quando mi fermo al semaforo, il conducente dell'automobile vicina, mi guarda e poi... lo scatto della testa, ecco che mi riosserva ancora come se avesse tralasciato prima qualcosa.
Devo essere un fenomeno da baraccone.
Dieci anni mi sarei chiusa in casa, è proprio vero, con l'avanzare dell'età certe cose diventano meno importanti e se adesso sembro davvero un po' effetto "animalier" me ne frego, anzi ci rido sopra.
Ho fatto un trattamento di bruttezza...giuro, non sto scherzando....a quelli che incontro racconto che ho già pensato a mascherarmi per Carnevale da "dalmata".
Tranquillizzo quelli che mi conoscono in carne ed ossa, non ho fatto niente di particolare, la mia dermatologa mi ha solamente convinto a eliminare le piccole macchie sul viso dovute all'abbronzature selvagge di gioventù, tutto qui.
Questione di quindici giorni, poi passa tutto, spero.....

martedì 27 gennaio 2009

Pensiero

E' l'uomo che domina il pensiero o è il pensiero che domina l'uomo?

Il pensiero è come se fosse un cavallo al galoppo, prova a fermarlo se ci riesci, forse la penna, scrivendo riesce a domarlo, a mettergli le briglie, a rallentarlo.
Se non posso scrivere, se i miei pensieri non si materializzano su un foglio di carta o se in qualche modo non riesco a smettere di pensare, allora trattengo questa mia energia dentro di me, e questo non mi fa stare bene.

Il pensiero lo paragono a un fiume, con se porta l'acqua e l'essenza della vita ma quando è in piena può trascinare tutto via con se e fare danni.
Non voglio bloccare il suo decorso con con una diga, ma pretendo che trovi la strada per arrivare al mare in modo che la propria energia possa unirsi ad un qualcosa di immenso.

Per Aurelia

Mi sembra ovvio che se hai un'amica blogger non stai a scrivergli una lettera e neanche un'e-mail ma come minimo scrivi un post dedicato a lei....quindi...

Ciao Aurelia,
già è passata una settimana dal nostro appuntamento per il nostro primo e spero non ultimo caffè.

Dopo tutti questi anni ti ho rivista veramente con piacere ed anche se siamo state insieme poco più di un'ora mi è sembrato di ritrovare la vecchia amica di un tempo.

Anche se il tempo è tiranno e anche se adesso siamo in contatto tramite i nostri blog, ogni tanto spendiamo anche solo una mezz'oretta per andare oltre il "virtuale".
Io credo che ne valga la pena.
La prossima volta non portare più la rosa rossa, ormai sono in grado di riconoscerti.... ;)
A presto.

domenica 25 gennaio 2009

Internet a volte mi fa sognare.

Anche Internet a volte fa sognare....
Oramai è quasi diventata un'abitudine, che detto tra di noi spero di perdere, ma ora non posso farne a meno e quindi voglio godere di questi momenti...
Spesso con la complicità di mia figlia mi diverto ad osservare la provenienza degli accessi al mio blog tramite quello strano strumento o "widget" che anche alcuni di voi hanno inserito a sua volta.
Si quella
mappina piccola a destra nella sidebar, proprio quella.
Se si clicca sopra, si apre una nuova pagina con la visualizzazione della mappa dell'intero globo terrestre.
E' strabiliante, per me è una cosa nuova, ci sono un sacco di bandiere di svariate parti del mondo, ognuna di queste indica un accesso al mio blog.

Certo, sono consapevole, questi navigatori avranno trovato per caso il link del mio blog, non sono certo interessati alla vita spensierata della signora Pimpinella e famiglia.

Però di fatto in qualche modo queste persone modo hanno aperto una "porta" a qualcosa che io ho creato, qualcosa di mio, creato dalla mia testolina vagante...
Qualcosa di mio a Lima in Perù, a Dallas in Texas, a Lisbona in Portogallo, nelle Isole Filippine, a Madrid in Spagna, in Turchia, a Dubai negli Emirati Arabi, In Brasile, in Thailandia, in Macedonia, in Svezia, in Norvegia, in Canada, in Francia, in Germania.....
Per non parlare degli accessi provenienti da tutte le località italiane.....
E' forte....dice mia figlia....
E' stupefacente pensare in quante case involontariamente io sono entrata e sorrido pensando a come in realtà probabilmente saranno così diverse queste case tra di loro.
E come saranno diversi i lineamenti e il colore della pelle di tutte quelle persone che sono passate da qui.
Insomma...inizio a pensare e non finisco più.
Direte voi, ma vedi questa com'è poetica.

Abbiate pietà, sono nuova di queste cose. :)

venerdì 23 gennaio 2009

E l'acqua...

E l'acqua fresca nasce fa ruscelli scende casca sui sassi scroscia e frusciando fa il fiume.

E l'acqua sciolta nuota nelle valli e lunga larga silenziosa luminosa fa il lago.

E l'acqua a onde muore non muore mai e muore non muore mai

e muore mentre immensa fa il mare.

(R Piumini)
Provenza - gennaio 2009

mercoledì 21 gennaio 2009

Eventi

"Non si dovrebbe mai esplodere in una grande manifestazione di gioia o di dolore, per nessuno avvenimento, sia per via della mutevolezza delle cose, che in ogni momento potrebbe trasformare quanto è avvenuto, sia per la fallacia del nostro giudizio, riguardo a ciò che ci è favorevole o dannoso."
Schopenhauer

(Insediamento del nuovo Presidente alla Casa Bianca)

lunedì 19 gennaio 2009

Ipocrisia

Certo che siamo buffi.
Non abbiamo vie di mezzo.
Siamo bombardati mediaticamente ogni giorno da notizie relative a guerre, conflitti, stragi, bambini che muoiono atrocemente, donne stuprate, kamikaze che si fanno saltare, per non parlare poi del problema della fame del mondo.

Ultimamente in televisione si parla di quanto sta succedendo a Gaza e penso che per merito di alcuni giornalisti che hanno saputo riaccendere, non senza un motivo la nostra attenzione, adesso, ci "risvegliamo" dal grande letargo e ci soffermiamo quindi un po' di più sulla parola "guerra" e le sue inevitabili conseguenze.

Ed ecco che arrivano puntuali come un orologio parole dettate dallo sgomento e dal senso d'impotenza di chi vorrebbe fare qualcosa per fermare questa ondata di odio inutile che strazia così tante vite.
Allora io vorrei dire, certo, capisco le eventuali perplessità vedendo le immagini dei bambini di Gaza così inumane, ma dove eravamo fino a circa un mese fa, cosa pensavamo, dove è che avevamo la testa.

Ci siamo sempre comportati come se sul nostro pianeta la guerra non esistesse più da tempo, dimenticandoci di tutti quei conflitti dove tutti i giorni, a tutte le ore la gente muore.

Abbiamo il coraggio di dire che quando si parla di guerra, di conflitti, queste notizie oramai non richiamano più la nostra attenzione.

E' come se fossimo anestetizzati di fronte a tanto orrore.
Occorre sempre un'emozione maggiore, una notizia più eclatante, una foto più raccapricciante per poter scuotere il nostro animo.

Siamo drogati di emozioni, occorre sempre una dose maggiore alle precedente, pena l'assuefazione.

E allora io vorrei dire a grande voce, smettiamola con tutta questa ipocrisia e con le solite belle parole che neanche Celentano si può più permettere.

P.s. con l'occasione date un'occhiata alla mappa dove sono segnalati tutti i conflitti attuali.

giovedì 15 gennaio 2009

Non chiedere troppo

Un giorno chiesi alla zebra:
sei una zebra bianca con strisce nere o sei nera con strisce bianche?
La zebra guardandomi mi chiese:
sei tu un uomo agitato con alcuni istanti tranquilli o sei un uomo tranquillo con alcuni attimi agitati?
Sei un tipo trasandato con alcuni modi ordinati o sei un tipo ordinato con alcune cose trasandate?
Sei un uomo felice con alcuni attimi di tristezza
o sei triste con alcuni momenti di felicità?
Non chiederò mai più alla zebra delle sue strisce.

Shel Silverstein

sabato 10 gennaio 2009

giovedì 8 gennaio 2009

Ostaggi del tempo


Stamani pensando al maltempo che ha causato non pochi problemi nel nord Italia, mi sono domandata come se la stesse cavando la mia amica in Piemonte, alle prese con la neve caduta di questi ultimi giorni.

Le ho mandato un SMS e difatti mi ha subito informato che dove abita lei son caduti ben 70 cm di neve e purtroppo come in altre città manca il sale....quindi niente pulizie strade...

Sul momento mi sono un po' incantata, mi sono ricordata di quando nella mia città molti anni fa ha nevicato così tanto da dover andare a lavorare a piedi con i doposci.

Ricordo le pallate di neve tra colleghi nei giardini vicini, al chiarore della luna piena.

Le ho scritto un po' incantata "chissà che silenzio", lei mi ha risvegliato dal sogno dicendomi " con qualche imprecazione e ambulanze". ;-)

La cosa che mi ha fatto pensare di più è stata quando mi ha scritto "sembra di essere ostaggi del tempo"

Mi piacerebbe essere "ostaggio del tempo" per un po'....

Eccomi....

Eccomi qua... fresca fresca di ritorno da un po' di meritati giorni di ferie...
Si... ferie, vacanze, avete capito bene...mentre voi eravate a bubbolare dal freddo e passavate le giornate davanti al computer perché non sapevate cosa fare, io ero....non ai Caraibi....ma in Provenza...mi accontento.... ;)
A presto...