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lunedì 20 dicembre 2010

Il Natale e l'obbligo della felicità.

A Lima, negli ultimi anni, durante la settimana di Natale la percentuale dei suicidi aumenta del 35%. Le ragioni — dice sul Comercio , il più importante quotidiano peruviano, il direttore dell’Istituto Guestalt, Manuel Saravia Oliver — possono essere fin troppo ovvie. Natale è una celebrazione degli affetti familiari, di una raccolta felicità, e chi se ne sente privo o povero ne soffre certo sempre, ma particolarmente in quei giorni. Giorni in cui si ostenta quel calore che gli manca e la cui mancanza si fa più acuta e talora insostenibile. Quel 35 per cento in più di morti disperati pesa come un dies irae. Chi ha detto che il Natale debba essere un karaoke della felicità, in cui Minnie e Topolino si vogliono eternamente bene, le famiglie sono sempre unite e i buoni sono anche contenti, tutte cose false sia in quella settimana sia nelle altre cinquantuno dell’anno? Il Natale ricorda la nascita di un bambino venuto al mondo nel più grande anche se finora fallito tentativo di portare la pace agli uomini — fallito non per colpa sua, ma perché la pace doveva essere portata, come sta scritto, agli uomini di buona volontà e di questi ultimi se ne vedono pochi. Quel neonato di Betlemme è inoltre destinato, nella sua opera di redenzione, a morire fra tremendi dolori fisici e morali di una morte infame, sulla croce; non promette la felicità, né in pillole né in panettoni, tant'è vero che, vedendo come va il mondo, quel bambino, cresciuto, dirà di essere venuto a portare non la pace, ma la spada. Non è un caso che, a Natale, si pensi sempre meno a lui, sostituito dal faccione paonazzo e svampito di Babbo Natale, giuliva e stolida caricatura della felicità.

lunedì 10 novembre 2008

E crescendo impari

E crescendo impari che la felicità non e' quella delle grandi cose.

Non e' quella che si insegue a vent'anni, quando, come gladiatori si combatte il mondo per uscirne vittoriosi...La felicità non e' quella che affanosamente si insegue credendo che l'amore sia tutto o niente,...non e' quella delle emozioni forti che fanno il "botto" e che esplodono fuori con tuoni spettacolari...,la felicità non e' quella di grattacieli da scalare, di sfide da vincere mettendosi continuamente alla prova.

Crescendo impari che la felicità e' fatta di cose piccole ma preziose.......e impari che il profumo del caffe' al mattino e' un piccolo rituale di felicità, che bastano le note di una canzone, le sensazioni di un libro dai colori che scaldano il cuore, che bastano gli aromi di una cucina, la poesia dei pittori della felicità, che basta il muso del tuo gatto o del tuo cane per sentire una felicità lieve.E impari che la felicità e' fatta di emozioni in punta di piedi, di piccole esplosioni che in sordina allargano il cuore, che le stelle ti possono commuovere e il sole far brillare gli occhi,e impari che un campo di girasoli sa illuminarti il volto, che il profumo della primavera ti sveglia dall'inverno, e che sederti a leggere all'ombra di un albero rilassa e libera i pensieri.

E impari che l'amore e' fatto di sensazioni delicate, di piccole scintille allo stomaco, di presenze vicine anche se lontane, e impari che il tempo si dilata e che quei 5 minuti sono preziosi e lunghi più di tante ore,e impari che basta chiudere gli occhi, accendere i sensi, sfornellare in cucina, leggere una poesia, scrivere su un libro o guardare una foto per annullare il tempo e le distanze ed essere con chi ami.

E impari che sentire una voce al telefono, ricevere un messaggio inaspettato, sono piccolo attimi felici.E impari ad avere, nel cassetto e nel cuore, sogni piccoli ma preziosi.E impari che tenere in braccio un bimbo e' una deliziosa felicità.E impari che i regali più grandi sono quelli che parlano delle persone che ami...E impari che c'e' felicità anche in quella urgenza di scrivere su un foglio i tuoi pensieri, che c'e' qualcosa di amaramente felice anche nella malinconia.

E impari che nonostante le tue difese,nonostante il tuo volere o il tuo destino,in ogni gabbiano che vola c'e' nel cuore un piccolo-grandeJonathan Livingston.

E impari quanto sia bella e grandiosa la semplicità.

Richard Bach

sabato 25 ottobre 2008

Da qui è iniziato il mio viagio...

"Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell'avere occhi nuovi".


(M. Proust)