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lunedì 30 giugno 2014

Tempo di raccolta

Sento che sta per accadere qualcosa.
Fuori c'è un temporale, una volta adoravo i temporali, adesso ne ho quasi paura. Non so perché sono passata di qui, sono stanca, ho la testa confusa e sono decisamente di malumore. Domani é lunedì, sento di avere davanti a me una settimana decisamente impegnativa, ma avverto anche di non avere piú la capacità di recuperare le mie forze fisiche e mentali.
Il fatto è che sono sola, e mentre il mondo va in malora, mi ritrovo per l'ennesima volta sprofondata nelle sabbie mobili, piú che mi agito e più che vado a fondo.
Vedere i segni di questa rivoluzione silente sulla carne dei miei familiari, non mi aiuta.
Segni di offuscamento, di lucidità mentale lasciata chissà in quale cassetto, intolleranza, arroganza,sgomento e rabbia, questi sono i sintomi più innocui di questo "morbo" che ci sta attanagliando uno alla volta. Poi a qualcuno va anche peggio, e riesce a trovare la sua pace assoluta solamente nei pressi di un binario ferroviario.
Anche ieri un altro uomo ha deciso di farla finita così.
Poi ci sono anche quelli che si ammazzano tra di se, e anche se sarebbe tutta un'altra storia, la causa di tutta questa follia, è sempre la solita.
Ed io sono qui, nella parte del burattino. Stanca di aver tirato già troppe giacchette, di certo insistere adesso non ha più senso.
Fino a che non avró una prova tangibile e indiscutibile, le mie richieste, oramai é chiaro che non potranno essere accolte.
Rassegnata, quindi aspetterò ancora un po', magari il tempo per riprendere una boccata di ossigeno in questa lunga e profonda apnea.
Quel che basta per prepararmi un discorso intelligente. Poi al resto ci penseranno i burattinai, ovvero quelli che a piene mani e con tutti mezzi possibili, hanno volutamente seminato il caos in ogni angolo remoto della terra.
Adeso prepariamoci che il tempo di raccolta sta per arrivare.

martedì 17 giugno 2014

Miliardesima prova.

Cara magistratura, caro Alfano, cari tutti quanti siete.
Se per caso passate da questa parte, pensate a me come ad una donna di quasi cinquant'anni oramai disillusa. Come quando siamo stati abbandonate dall'uomo della propria vita, all'inizio dopo lo scotto, si cercano sempre mille scusanti. Poi col tempo ci si rende conto di essere state accantonate per sempre e si impara a vivere senza. In questo momento ho imparato che del vostro genere di giustizia si può anche fare a meno, in qualche modo si sopravvive, certo non era la vita che avevo sognato, ma a dire il vero io la vita non me la sono mai sognata perché ho trascorso gran parte del mio tempo a combattere contro i miei mostri. Adesso prendete pure tutto il tempo che vi occorre, tanto questo post non lo leggerete mai. Passavo di qui, provavo semplicemente a scrivere qualcosa, per vedere l'effetto che fa, 
s c r i v e r e  q u a l c o s a  s o l o   p e r  m e   s t e s s a
toc toc... c'è nessuno?
Ci sono io e l'hacker , il mio compagno invisibile, io e lui, lui ed io, 
sempre insieme come i fratelli siamesi, 
indivisibile.

Basta, sono stanca, anche di scrivere.

martedì 22 aprile 2014

Elettricità

E' inutile aspettare le parole giuste per scrivere qualcosa che abbia un senso. 
L'illusione della mia esistenza passata è terminata già da tempo, e ancora non mi è stata data la possibilità di guardare con ottimismo la mia esistenza futura, se mai ce ne sarà una.
Penso solamente al presente, a tutti quelli che stanno vivendo con me questo momento importante della nostra storia, a quelli inconsapevoli, a quelli che fanno finta di niente perché sono dei codardi, a quelli che  fanno finta di niente perché, consapevoli, stanno portando avanti la loro battaglia in silenzio.
Ancora non so chi sono e cosa questa elettricità nell'aria mi ha fatto diventare, conosco solamente quello che non voglio essere e il mio obiettivo finale è quello di  fare di tutto per non essere ingoiata da questo morbo invisibile.
Da quale parte stare, in questa guerra di fantasmi, ancora non l'ho capito, credo di voler solamente stare dalla parte della verità.

Per il resto fate voi, come sempre.


lunedì 16 dicembre 2013

L'ottimismo è il profumo della vita.

Non è più una novità, ma io insisto, rompo le balle a tutti, anzi diciamo che rompevo, perché con quelli che mi conoscono mi sono arresa, qui mi sento "a casa mia".
Ufficialmente in pochi qui mi conoscono nel reale, e tra quei pochi non credo sia rimasto qualcuno che sia stimolato dalla voglia di andare a  vedere cosa combino.
Forse  qualcuno resiste, magari se si è sparsa la notizia che ho perso la testa, per fare un po' di gossip, ovvio, non per sapere come sto e con la manina alzare la cornetta del telefono, accertandosi che non sono poi così tanto grave come sembra.
Comunque sappiatelo, scrivo sul mio blog, una volta questo aveva l'indirizzo tracceindelebili.blogspot.com,
poi, l'estensione finale  è cambiata in "punto.it", il com se ne è andato, sarà forse perché  anche a Google piace il made in Italy.  
Poi ho capito che il punto.it è solamente una specie di filtro, visto che i commenti che ricevo sono sul punto.com, che non è sparito, voi dall'esterno lo potete vedere, io no.

Ora, per riallacciarmi a tutto quello che mi sta succedendo da oltre due anni e mezzo, ditemi se questo è normale, sono chiusa in una gabbia, vi vedo, voi vedete me, e chissà com'è  moderata la censura, è poco probabile che tutto quello che ho scritto sia stato postato regolarmente.
Già la censura, perché se ancora non ci siete arrivati, la rete Italiana, per quanto mi riguarda è censurata da un bel po'.
Ammesso e concesso che questo mio post arrivi a destinazione sul punto.com, e non rimanga nel limbo, sospeso, a mezz'aria, perché i tempi ancora non sono maturi, ci tenevo a ri-dirvelo, a rinfrescarvi le idee, e se non vi siete ancora accorti di niente, meglio per voi.
Sappiate che i tempi però stanno per cambiare per tutti, anche per quelli più ottusi, quelli che quando parlo, cambiano discorso, e riducchiano alle mie spalle. 

Zappatelo ancora per un po' il vostro orticello, continuate a cullarvi nelle vostre illusioni, perché come diceva un vecchio slogan "L'ottimismo è il profumo della vita".
Tra poco si riderà tutti a denti stretti, con la differenza che io già ci sono abituata, voi purtroppo no.




giovedì 12 dicembre 2013

L'antirabbica fatela ai padroni (dei cani)

Berlusconi, Monti, adesso anche Obama.
La mia storia contro i padroni dei cani, è iniziata circa una quindicina di anni fa.
Ricordo di una calda estate e di due padroni insoddisfatti, marito e moglie, che per non far bruciare le zampette ai loro cani durante la passeggiata pomeridiana, se li portavano in collo tutto il giorno, a giro per la città.

Quello che mi rimase allora in mente, non era tanto il gesto di per se, ma il fatto che queste persone, ce l'avessero col mondo intero, mentre per i loro cani, nutrivano uno sviscerato e morboso amore.

Adesso il MORBO è dilagato, se non hai un cane, le persone ti guardano come se fossi un alieno.
Magari non arrivano a comprendere che il cane non ce l'hai, semplicemente per il fatto che ti sembra deprimente farlo vivere in un appartamento. 
Per una questione, anche, se vuoi, di rispetto.
Perché un cane è un cane, non un bambino, e deve continuare a fare le cose da cane.


"Gli manca solamente la parola"
Certo, come no.
E' una fortuna per il cane, perché se fosse un cristiano, non avrebbe certamente tanti trattamenti di riguardo.
Con le persone ci si deve relazionare, confrontare, a volte anche mettere da parte.
Con i cani, che purtroppo la parola non hanno, ci si cala nel ruolo di Padrone Onnipotente, visto che hai sempre qualcuno ai tuoi piedi che ti adora, anche in cambio di niente.


Troppo facile, caro padrone mio.

Il cane, poveretto, è troppo buono, è come un bambino sempre in cerca di affetto, non sa riconoscere l'egoismo che si cela a volte dietro quella carezza, spesso si accontenta senza saperlo,  guai a toccargli il padrone.
Egoismo, individualismo, chiamalo come vuoi, il fatto è, che spesso i padroni di cani affetti da questo strano MORBO, sono al centro del loro mondo, diffidenti verso il prossimo (almeno che non sia un cane, ovviamente), insoddisfatti, a volte anche rabbiosi.
Bisognerebbe creare una nuova figura sociale, l'assistente sociale per i cani, istituire le relative domande di adozione,  e solamente quando si è dimostrato di avere buoni rapporti in famiglia, col vicinato, con i colleghi di lavoro, insomma, col mondo intero, allora si può procedere con l'adozione vera e propria di un cane.
"Gli manca solamente la parola"
Peccato, altrimenti potevamo organizzarci anche per una specie di  "Telefono azzurro" !

martedì 10 dicembre 2013

Bla bla bla ...

Tra un po' inizierò il solito rituale che mi accompagna prima di andare a dormire.
Consapevole del fatto che anche nel mio letto troverò il modo di ispirare la noia e il tormento a non darmi tregua, vado tra le mie lenzuola, a cercare la giusta via, visto che nel mondo degli "svegli, non riesco a trovarla.
Almeno tra i miei sogni, forse mi sentirò meno impotente.

venerdì 18 ottobre 2013

Fanculo

Oggi mi va di essere sboccata.
Ho poco tempo per scrivere, ma sento uno smisurato senso di lasciare qui un'ennesima traccia di me e di quello che mi sta ruotando intorno.
Non mi interessa se poi, questo mio post, lo leggerà qualcuno. 
Credo fermamente che fino a che il mio punto. it non tornerà ad essere un punto.com, se mai ci tornerà, pochi potranno leggere quanto sto scrivendo ultimamente.
A parte chi mi ha messo in questo casino qui, ovvio.
Probabilmente, a fine vicenda, a fine rivoluzione, a fine quel che volete, riesumeranno le mie parole, e qualcuno dirà "Hai visto poverina cosa aveva scritto allora!!"
Bene, sappiate fin da subito che se passate di qui in ritardo, nel medesimo momento in cui leggerete quello che un dì, ovvero oggi, avevo scritto, non mi interesserà assolutamente sentire il vostro "poverina".
Anzi, guardate bene a come vi esprimerete.
I commenti del dopo, a cose avvenute non servono proprio a niente.
Il fatto è che mi avete lasciato sola, chi lo ha fatto di proposito e chi lo sta facendo per libera scelta.

Certo, rispetto la vostra libera scelta di cacarvi sotto dalla paura, perché in fondo di questo si tratta, ma vi prego, se non mi avete cercato fino ad'ora, non lo fate neanche dopo, perché sarò io in quel momento ad ignorarvi.
Non c'è peggio cosa di un branco di pecore che si emozionano sempre a fatto avvenuto.
Visto che eravate troppo impegnati ad occuparvi del vostro orticello, prego, tornate da dove siete venuti e lasciatemi sola con me stessa.
Le emozioni cari miei, sono la vera malattia dei nostri tempi, con le emozioni ci hanno preso nel sacco, con le emozioni hanno artefatto gli avvenimenti del nostro paese. E mentre con una mano sul cuore guardavate la televisione ed eravate troppo occupati a vedere programmi demenziali e a riempirvi la vita di cose effimere, c'è chi organizzava il teatrino per nascondervi cose assai più importanti.
E allora vi domanderete "cavolo, ma dove eravamo, a cosa stavamo pensando?!"
Signori miei, la cronologia dei nostri tempi è stata gestita ad arte solamente con tante chiacchere, puro sentimentalismo di scarso livello, basato sull'enfasi delle nostre emozioni.
 
Marketing all'ennesima potenza.
Non incidono più i fatti, gli avvenimenti, quello che resta alla fine sono solamente le opinioni, sono questi ultime che hanno fatto e faranno la storia.
Opinioni tra l'altro, manipolate da chissà quale burattinaio.
Fanculo.

mercoledì 2 ottobre 2013

Come da copione

Qualcuno ha detto che la vita è un palcoscenico, niente è  più vero di questa frase. In effetti se fossi sempre coerente con  me stessa, una delle prime cosa che farei, sarebbe quella di liberarmi per sempre dalla schiavitù della tinta per coprire i capelli bianchi, iniziando a dare respiro ai capelli sale e pepe.
La seconda, limitare il  mio armadio a solamente tre vestiti per stagione, tutti uguali, di colore bianco.
Sai che liberazione,  forse sarei la brutta copia di Tiziano Terzani, ma vuoi mettere, niente più  pensieri della serie “oddio cosa mi metto”,  semplificherei così anche i lavaggi in lavatrice.  Ma poiché ancora non sono libera del tutto di essere me stessa, il relazionarsi con gli altri a volte comporta anche a dover scendere a dei compromessi, ho deciso quindi che per il momento cavalcherò l’onda e farò  l’attrice. Si l’attrice, quella che recita e lo fa anche bene s’intende. 


“Come va?” “Bene,grazie!”
“Che fai di bello ultimamente?” “Le solite cose, grazie. Alti e bassi come sempre…”
E’ così che in fondo la gente ti vuole, no?
Ogni tanto mi piace soffermarmi  davanti allo specchio, mi guardo, penso che tutto sommato non starei così male con i capelli sale e pepe. 
Forse sarà questa fase della mia vita che mi porta a riscoprire l’essenziale. Citazione poco felice, mi ricorda il vincitore di San Remo 2013, ma il ticchettio della tastiera la pretende. Ecco, adesso mi verrebbe in mente una vecchia canzone di Raf, ma meglio finirla qui.
Ho ridotto tutto ai minimi termini, il tutto per poter arrivare in fondo a questo particolare capitolo della mia vita. Niente più tacchi, niente gioielli, niente di niente. Solamente un po’ di profumo sul collo e sui polsi, a quello ancora ci tengo. Ultimamente, per la gioia di mio marito, ho fatto uno sforzo di non poco conto,  sono riuscita a resuscitare qualche gonna lunga. Chissà  quando  arriverò in fondo a questa storia, se tornerò ad essere quella di una volta. Non penso, credo proprio di sapere  già la risposta.

Ridere quello no, nei momenti giusti lo so fare ancora, e bene. 
Alla faccia di chi mi vuole male.
Hai una storia brutta da raccontare, e con questo?
Ma chi vuoi che ti stai ad ascoltare, la gente ha da lavorare, c’è la crisi.
Se hai un problema, chi è che non ha problema di questi tempi.
E poi basta sapersi rialzare, tirare su la testa,  guardare avanti,  non pensare al passato e nemmeno al  futuro, basta vivere solamente  il presente.
Ah ecco, grazie.
Questo passaggio, lo avevo dimenticato.

Farò ancora l'ennesimo sforzo. 
Cercherò il vuoto con la meditazione interiore, mi cullerò di training autogeno, e trascorrerò il  tempo libero invece che sul divano, nella posizione del Loto sul tappeto.

E quando 
 sentirò l'ennesima sirena dell' ambulanza, passare nelle vicinanze di  casa mia, farò finta di niente.


martedì 24 settembre 2013

Ideale indefinito della mia fede

Altari
conoscenza prestata,
popolo
che indossate cravatte di lino
perfettamente cucite al collo.

Sciami di mosche si affettano,
involano
si spingono
incontrando la casa divina.
Se non fosse per la mia umiltà
cercherei di afferrare il primo posto
davanti a voi
aprendo il sigillo della credenza
umiliandovi.

Non intappolerete la mia fede
come gondole in vicoli chiusi,
lodate Dio,
io sarò come Primo Levi
davanti alle vostre false preghiere.

Helmut Morganti

martedì 17 settembre 2013

La grande pagliacciata dei blog.

La verità è che questo blog non lo legge nessuno e non perché non sono brava con l'indicizzazione.
E' tutta una bella illusione, chissà da quanto. 


Sono stanca e non ha senso neanche provare a scrivere qualcosa. 

Consiglio spassionato, per chi disgraziatamente passerà da queste parti. 

Chiunque decidesse di aprire un blog, ci pensi bene, non due volte, ma mille volte. 

Se non volete che la vostra vita passi in completa revisione sotto gli occhi di "non so chi", anche per scrivere le vostre poesie, i vostri pensieri banali, prendete il vecchio caro diario di carta di una volta, sceglietevi la penna che vi sta più a cuore e scappate da questo posto infernale. 

venerdì 6 settembre 2013

Balia dell'onde ...

Che senso ha scrivere ancora in questo blog...
quando ancora la mia identità "digitale" è ancora in balia dell'onde ?
Va benissimo scrivere sapendo che non mi leggerà quasi nessuno tranne che i miei hackers.
In fondo mi è sempre piaciuto scrivere, ed ho sempre scritto per me stessa.
La paura vera é quella di ritrovarsi magari, un giorno, senza blog.
Poi sai com'é ... io mi affeziono a tutto ... anche a quelle misere parole che mi sono uscite dalla testa in un momento di ispirazione divina.
In fondo se ci penso bene, in realtà, avrei bisogno di dire tante cose, di comunicare col mondo, ma non so da che parte iniziare.
Forse un po' mi vergogno.
Da due anni a questa parte, sono successe tante cose, troppe, in verità non molto belle, da non augurare a nessuno.
Ma attraverso di queste, io, adesso, vedo un mondo nuovo.
Non ho capito se bello, per il momento anche no, comunque nuovo di sicuro.
E qualcosa mi sta dicendo, che tra non molto anche le altre persone vedranno il mondo come lo sto vedendo ora io.

lunedì 1 luglio 2013

La morte non è niente.



La morte non è niente. 
Sono solamente passato dall’altra parte: è come fossi nascosto nella stanza accanto. Io sono sempre io e tu sei sempre tu.
Quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora. Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare; parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato. Non cambiare tono di voce, non assumere un’aria solenne o triste. Continua a ridere di quello che ci faceva ridere, di quelle piccole cose che tanto ci piacevano quando eravamo insieme. 
Prega, sorridi, pensami! Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima: pronuncialo senza la minima traccia d’ombra o di tristezza. La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto: è la stessa di prima, c’è una continuità che non si spezza. Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente, solo perché sono fuori dalla tua vista? 
Non sono lontano, sono dall’altra parte, proprio dietro l’angolo. Rassicurati, va tutto bene. 
Ritroverai il mio cuore, ne ritroverai la tenerezza purificata. Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami: il tuo sorriso è la mia pace.

Henry Scott Holland

domenica 2 dicembre 2012

Ogi più di ieri, e molto meno di domani - Rosemonde Gérard Rostang

L'ETERNA CANZONE
Rosemonde Gérard Rostang


Quando sarai vecchio e sarò vecchia anch'io,
quando i miei biondi capelli saranno bianchi,
nel mese di maggio, nel giardino... al sole,
scalderemo le nostre vecchie membra tremolanti.


Così i nostri cuori ringiovaniranno... festosi...
e ci sentiremo allora... ancora giovani amanti,
ed io ti sorriderò muovendo tutta la testa,
e saremo un'adorabile coppia di vecchietti.
Ci guarderemo, seduti sotto il pergolato,
con occhi piccoli teneri e brillanti.

Quando sarai vecchio e e sarò vecchia anch'io,
quando i miei capelli biondi capelli saranno bianchi.


foto web
Sulla nostra solita panchina, tutta di schiuma verde
su quella panchina d'un tempo torneremo a chiacchierare;
avremo una gioia tenera e dolce,
terminando spesso la frase con un bacio.
Quante volte ho potuto dire un tempo..."Ti amo"?
Allora con affetto ce lo racconteremo. 


Ci ricorderemo di mille cose,
anche di cose da nulla ma deliziose,
tra le quali ci perderemo.

Un raggio, tutto rosa, scenderà come una dolce carezza,
tra i nostri capelli bianchi, per adagiarvisi,
quando, sulla nostra vecchia panchina di schiuma verde,
su quella panchina d'una volta torneremo a chiacchierare;
e come ogni giorno, ti amo di più
oggi più di ieri e meno di domani
che importanza avranno le rughe,
se il profumo delle rose sarà sempre lo stesso?

Ad ogni primavera i sogni s'accumuleranno nei nostri cuori...
I miei ricordi saranno i tuoi ricordi...
Questi ricordi comuni ci uniscono sempre di più...
e senza fine tra noi si tessono nuovi legami;
è vero saremo vecchi, molto vecchi, deboli per l'età...
ma più forte ogni giorno ti stringerò la mano
perché, vedi, ogni giorno t'amo di più
oggi più di ieri e meno di domani! 

Di questo caro amore vissuto come un sogno
voglio conservare tutto nel profondo del mio cuore,
e trattenere, se si può, anche la più rapida emozione,
per riassaporarla poi con più calma.
Io raccolgo tutto quel che vien da lui, come fa un avaro,
conservandolo con passione per i giorni più lontani.

Io sarò ricca allora d'una ricchezza rara,
perché avrò conservato tutto l'oro del mio giovane amore,
cosicché di questo vissuto di felicità che va a finire
il mio ricordo mi restituirà poi la dolcezza;
perché di questo caro amore che passa come un sogno
ho conservato tutto nel profondo del mio cuore.

Quando sarai vecchio e sarò vecchia anch'io,
quando i miei biondi capelli saranno bianchi,
nel mese di maggio, nel giardino... al sole,
scalderemo le nostre vecchie membra tremolanti.

Così i nostri cuori ringiovaniranno... festosi...
e crederemo ancora di rivivere i giorni felici del passato,
ed io ti sorriderò muovendo tutta la testa,
e tu mi mi parlerai d'amor con voce tremula.
Ci guarderemo, seduti sotto il pergolato,
con occhi pieni di lacrime dei nostri vent'anni.

Quando sarai vecchio e sarò vecchia anch'io,
quando i miei capelli biondi capelli saranno bianchi!

Traduzione Tony Kospan

giovedì 5 luglio 2012

Ma il partner va nell'indifferenziato ?


In risposta al post di Nicole.
http://ladonnaconlafinestrasulmare.blogspot.it/2012/07/smossa.html

Cara Nicole, noi ci conosciamo già da tempo.
La domanda che ti ho fatto, chiedendoti se hai figli, era provocatoria, lo so che non li hai. Non per irrritarti, non per fare una considerazione personale sulla tua persona, non è un deprezzamento non avere figli. 
Tempo fa, se ti ricordi in un commento ti avevo scritto che l'importante è che una persona sia "albero". 
Non importa quali saranno i suoi frutti, l'importante è dare vita, generare qualcosa di nuovo. 
Si può essere madri in mille maniere.
Però ti faccio un esempio un po' stupido ma pratico che renda bene l'idea.
Se un tuo amico ti racconta che soffre per un tumore al cervello, potrai provare tutti i sentimenti di questo mondo, ma non potrai mai capire il malessere psico-fisico di questa persona. Potrai stare male per lui, ma non sei lui, e questo è un dato di fatto.
Se parliamo di figli, quelli in carne ed ossa per intenderci, non credo che chi non ha portato in grembo un figlio, lo ha partorito e lo ha visto crescere possa capire di che cosa stiamo parlando. 
E' matematicamente impossibile. 
Non è detto che una donna con i figli sia meglio di una che non ha figli, è solo semplicemente diversa. E automaticamente non credo che arrivi a comprendere cosa è disposta a fare una donna per il proprio figlio.
Certo che si potrebbe parlare all'infinito di madri che mettono al mondo figli solo per il il lor piacere personale, per un amore che definirei "egoistico", ma questo è un altro capitolo.


La separazione dei genitori, ai figli non è mai piaciuta e giriamola come ci pare, sempre un trauma è.
Esistono coppie di cattivi mariti e moglie, ma di bravissimi genitori, come l'esatto contrario. Non dimentichiamoci che il genitore perfetto non esiste, e anche questo è un altro dato di fatto.
Esistono coppie che si amano pur litigando continuamente, perché quello, è il loro modo di interagire "normalmente", un loro linguaggio, discutibile quanto vuoi, ma anche qui valenti psichiatri potrebbero dire la sua e confermare quanto scritto sopra.
Esistono pure coppie che non si amano più e si cornificano a "tutta anda", senza farsi nessun scrupolo di coscienza, riempiendosi  di sorrisi, coccoline, regalini, spesso ogni volta dietro un senso di colpa.
Non dobbiamo nasconderci dietro i figli, certo che no, ma si fa di tutto per salvare il salvabile, perché purtroppo siamo nell'epoca  dello "sfanculamento" facile, come lo hai definito tu.  
Direi che siamo in piena epoca "schettiniana" del "vabbuò", si scappa di fronte ad un pericolo, si lascia l'altro nella "cacca" e chi se frega se la nave va a fondo.
Nessuno ha più voglia di durare fatica, ci si innamora e dopo un po', perchè il "cuore non vibra più come una volta", ci si lascia perché bisogna  cavalcare l'onda, dobbiamo provare il brivido, l'adrenalina  a tutti costi,  chi se ne frega, la vita è mia e la gestisco io.  

Viviamo nell'epoca di quell'odioso di Raffaele Morelli, con il suo slang "ama non pensare" e sopratutto "non siamo nati per soffrire".
Il partner ti tradisce? Ci si ostina a non accettare che l'uomo purtroppo non è di natura monogamo. 
Ci hanno insegnato dalle suore che certe cose non si fanno ! (fino a quando non capita a noi, si intende).
Gesummio, si lascia subito, il giocattolo si è rotto, non si ripara, niente riciclo, niente "green economy", si butta nell'indifferenziato e via.

Non a tutti capita  di disinnamorarsi e ri-innamorarsi, per il semplice motivo che la maggior parte molla prima che ciò avvenga. Conosco donne  -ma anche uomini - che convivono una vita con il loro compagno, questo " miracolo"a loro è successo anche più di una volta. Per il  il pregio di avere avuto pazienza, sono riuscite a far sbollire momenti critici, di crisi, di odio addirittura. Hanno saputo credere in un qualcosa perso e poi ritrovato, e  non per magia ma perché hanno  avuto le palle per tirare avanti.

Giusto, spesso è meglio una civile separazione, d'accordissima con Nicole, per il semplice motivo che certe cose le ho vissute sulla mia pelle anche se non direttamente. Proprio per questo ho ben chiaro per quanto riguarda me, quello che non voglio.


Ho un modestissimo parere, che prima di cambiare strada, una coppia dovrebbe fare un'indagine approfondita, un percorso per imparare a RINNOVARSI, cosa non semplice, ma questo è il trucco delle coppie che riescono a sopravvivere ai cambiamenti individuali, inevitabili.
Il problema sta proprio li, quando per qualche motivo non si cambia insieme.
Se il partner chiamiamolo più "evoluto", non ha la pazienza di aspettare l'altro che è rimasto indietro, è evidente che la coppia "scoppia".
Rinnovamento, pazienza, resilienza, ecco le parole magiche. Una bella strada in salita, peccato che di questi tempi durare fatica non piace più a nessuno, non va più di moda. Siamo portati a pensare al bene come bene -individuale- e non più di coppia. Molti si arrendono, scappano perché hanno una prospettiva diversa pensata unicamente al proprio io. 
Forse sono semplicemente colpevoli di aver pensato, quando hanno intrapreso un rapporto di lunga durata, che tutto sarebbe stato bello e che bastava amarsi e il resto sarebbe venuto da se, senza durare fatica.
Si potrebbe anche dire, che i codardi alla fine, sono quelli che scappano, perché per portare avanti un matrimonio, ci vuole coraggio. 
Questione di prospettive, quindi.

mercoledì 4 luglio 2012

Ai posteri l'ardua sentenza.


Ho sempre pensato che aprire questo blog avesse lo scopo di lasciare un qualcosa di mio che potesse rimanere indelebile. 
Non sono presuntuosa o almeno credo di non esserlo, le mie verità è vero che sono di questo mondo, ma al mondo cosa vuoi interessi, o meglio cosa vuoi interesserà, a quelli che mi leggeranno, se io ho pensato bianco invece che nero su un evento o una situazione in particolare.
Il punto è, che ho sempre immaginato che l’unica persona a cui potesse un domani interessare eventualmente, un qualcosa scritto di mio pugno, è e rimarrà sempre -mia figlia-.
Non ora, è troppo giovane e proiettata verso il mondo esterno, adesso non avrebbe senso.
Ecco che di colpo la vedo, in un giorno più o meno lontano, dopo essere passata a “miglior” vita (speriamo che sia davvero migliore), mi piace pensarla mentre sta cercando tra le mie cose, tra i mie pensieri arruffati scritti un po’ in qua e in là. 
Pensare che magari un giorno cercherà un qualcosa che forse abbiamo sempre avuto in comune e magari non abbiamo avuto mai l’opportunità di scoprirlo. In genere queste analisi si fanno intorno alla quarantina, momento in cui si iniziano a fare i primi bilanci, e della vita iniziamo ad avere una visuale un po’ più globale.
Almeno per me è stato così, poi chissà cosa sarà per lei.
C’è anche da dire, che sono sempre stata leggermente condizionata da un fattore di non poco conto: la natura bizzarra del dna appartenente alla mia famiglia di origine. Sembra che da molti anni or sono, una maledizione (si fa per dire) abbia colpito un sacco di miei parenti più o meno vicini: questi poveretti all’epoca sono morti tutti fulminati in un’età considerevolmente giovane. Una bella morte tutto sommato, chissà se anche loro avevano avuto la stessa mia idea di lasciare qualcosa di scritto e non ne hanno avuto il tempo.
E io mi domando, perché non potrebbe capitare pure a me? Mi sono così un po’ rassegnata che dalla legge di Mendel non si fugge, e quindi, tutto ci può stare. Ma ora non drammatizziamo, io su questa cosa ci rido sopra ovviamente… però…
Riprendiamo il discorso. 
Oggi pensavo a cosa vorrei che mia figlia leggesse un giorno su di me.
Mi è venuto un pensiero lampante che non a niente a che fare con le solite raccomandazioni che si fanno in “extremis”. 
Oggi cara figlia mia, ti vorrei raccontare quello che vedo da questa mia prospettiva in questo punto della mia vita. 
 Ti vorrei dire di lasciare da una parte il peggio mio e di tuo padre e di portarti dietro solo il meglio. Il meglio, riferito anche a quello che avremmo voluto essere e che non siamo riusciti, per tanti motivi, a metterlo in pratica. 
Guarda almeno se puoi anche un po’ l’intento iniziale che a volte si è disperso nel nulla. Considera sempre che non è mai esistito un genitore perfetto, anche se, nelle nostre limitatezze noi ci abbiamo sempre provato, fallendo a volte, vittoriosi in altre. Ma questo, un giorno, quando sarai madre anche tu, lo capirai benissimo. 
 Per quanto la mia capacità intellettiva possa capire in questo momento confuso della nostra storia, posso lasciarti pochi consigli, perché magari tu vivrai o starai già vivendo realtà diverse da quelle che viviamo in questo 2012. 
Una cosa è certa, una delle poche cose ho capito, è, che se anche il tuo comportamento sarà ineccepibile, non è detto che la vita sarà sempre gentile con te. Questo purtroppo è una realtà con cui tutti più o meno ci dobbiamo riscontrare. 
Non tutti sono fortunati alla stesso modo, e non è vero anche quel detto che dice ­ -chi semina, raccoglie-, purtroppo non è così che funziona. 
E’ vero che esiste la fortuna o se vuoi, puoi chiamarlo Karma. Per me esistono due tipi diversi di destino, quello che ti costruisci col tempo e quello appunto che ti è stato assegnato. Quello che ti costruisci giorno per giorno, ti aiuta tantissimo, se sarai ottimista soprattutto, in ogni evento negativo potrai avere il vento a tuo favore per poter capovolgere situazioni inaspettate e senza speranza. 
 Se ti imbatterai col destino “assegnato”, allora lì, potrai avere anche tutto l’ottimismo di questo mondo ma non riuscirai a cambiare proprio niente, il tuo spirito allora sarà messo a dura prova, saranno giorni lunghi e interminabili. 
Per quanto puoi, confida in Dio, o in qualcosa di Divino nel quale credi fermamente. Ultimamente riconosco di non essere, secondo le regole, una brava cristiana, ma tu sai che in certe cose ho sempre creduto fermamente, questo mi ha permesso in fondo di non sentirmi mai sola veramente. 
Qualcosa di invisibile ci assiste, di questo ne sono più che sicura. 
Qualcosa di magico, se vuoi. 
E poi... cerca per quanto potrai di non stare sempre dietro alle regole e  alle condizioni degli altri,  ma promuovi  anche tu stessa nuove  regole, perché  ricordati sempre che sei una DONNA  e almeno fino ad oggi,  nell’epoca in cui sto vivendo adesso, (dubito che ci sarà un’evoluzione di grande spessore a breve) per noi donne è stato tutto sempre così maledettamente difficile. Si nasce inconsapevoli di portare appresso  sempre quell’istinto maledetto da crocerossina che a volte ci rende felici, ma molto spesso prende il sopravvento portandoci oltre i nostri limiti senza accorgersene se non quando oramai è troppo tardi.  
E allora diventiamo ciniche e acide. 
Quindi, ricorda … il rispetto delle nostre idee, sempre.
Se ti piace sognare, sogna, rimani sempre un po’ bambina, il mondo è sicuramente più bello da questa angolazione. Bisogna sempre essere un po’ folli per affrontare le difficoltà della vita, un po’ come l’equilibrista mentre cammina sul filo. 
Pensa un po’, se lui non fosse davvero un po’ folle e dovesse pensare a cosa sta facendo, non farebbe neanche un passo in avanti. Lui invece, fissa il suo sguardo bello fiero e senza paura sul suo punto di arrivo, così in effetti, nessuno lo può fermare.
Questo potrebbe essere anche un esempio di destino che ti costruisci con la forza dell’ottimismo, come dicevo prima.
E poi, fai del bene, non portare rancore a nessuno. Se qualcuno ti ha fatto del male, lo ha fatto perché con buona probabilità ha dei problemi con se stesso, lascialo andare quanto prima per la sua strada e dimenticalo. 
Non disperdere energie inutilmente. 
Tu devi fare del bene e portare sempre un sorriso a tutti. 
Quando non avrai fatto mancare niente alla tua famiglia, se ti avanza un po’ di tempo, dedicalo a qualcuno che ne ha bisogno, questo è un discorso che potrebbe sembrare anche se non immediatamente, un po’ egoistico. 
Perché quasi sempre quando facciamo un’opera buona la facciamo per noi stessi, per avere la coscienza pulita, senza sensi di colpa. 
Ma la verità è che noi siamo nati per fare del bene, non c’è cosa che dia più significato alla vita stessa. Inutile cercare mille significati, noi siamo nati per aiutarci, e molti di noi ancora non lo hanno capito e travisano questo principio fondamentale.
Stai attenta a chi ti vorrà strumentalizzare per i propri scopi. 
Ho capito che fare del bene al prossimo non comprende fidarsi di chi ha un bel sorriso. Non ti fidare mai dell’abito del monaco. 
E vero che il primo impatto di solito dice molto di una persona, ma ti posso assicurare che non è più così. Te lo vorrei scrivere a lettere cubitali, questo figlia mia, è diventato un mondo dove non esiste più una netta divisione tra il male e il bene. 
E’ il mondo delle illusioni, delle apparenze, anche se imparerai a valutare le situazioni con la tua testa senza essere influenzata da fattori esterni, sappi che non basterà mai. 
Adesso siamo arrivati a modificare i nostri comportamenti a tavolino in maniera così subdola pur di raggiungere gli obiettivi prefissati, una volta si apprezzava chi era “senza maschera” adesso non è più così, anzi a volte mostrandoci come siamo davvero ci rendiamo vulnerabili e fragili alla mercede degli approfittatori. 
Siamo nell’epoca dei profitti, vince chi ottiene più vantaggi, anche l’amicizia a volte è un business. Quindi non è tutta “cacca”, ma quasi.
Credo comunque che non potrà andare avanti così, non so se a dicembre di questo fatidico anno 2012, la profezia dei Maya aveva ragione e quindi moriremo tutti. Non penso. 
Credo che ci sarà in qualche modo una resa dei conti, il Bene e il Male si sfideranno alla grande. Tutto adesso è così confuso, a volte ho paura per te, ti abbiamo fatto nascere, senza volerlo, in un bel periodo, si fa per dire! 
 Il problema è che non capisci più quello che devi fare, se combattere con il mondo intero oppure arrendersi, perché il mondo o con te o senza di te andrà avanti lo stesso e la storia farà il suo decorso naturale. 
Per il momento opto più per la seconda soluzione, perché per combattere il mondo si deve sapere dove fare i propri passi, a volte non basta neanche quello. 
Di politica poi non ne parliamo, adesso tutti contro tutti, non esiste più il bene, solo male, perché non mi piace più quel bene che per prevaricare sul male adotta strategie machiavelliche . 
Non è bene, punto. 
Sarà che amo la trasparenza ed un politico non può essere un uomo trasparente, altrimenti è un burattino comandato da qualcun altro. E tutto quello che abbiamo intorno è politica, quello che vediamo alla televisione, quello che leggiamo sui libri e su Internet, quello che mangiamo e pure quello che respiriamo. Non so darti consigli, forse si uno. 
Meglio codardi che falsi. 
Se proprio vorrai contribuire all’evoluzione di questa società, allora ti dico, leggi, impara, fatti un’idea propria, insegnala e fai del bene, ma ignora la politica. 
Magari a gennaio 2013 se siamo ancora vivi, vedrò come stanno andando le cose, magari mi ricredo e scriverò così un altro post. 
Magari mi rimangio tutto. 
Se invece ci sarà stata la fine del mondo, allora non esiterà più neanche questo blog, che fatica sprecata.

-mamma-

giovedì 7 giugno 2012

Lasciare andare...

    Lascialo andare, qualcuno mi diceva, così come è venuto, ignoralo, piano, lentamente, come piano e lentamente è entrato nella tua vita, non può svanire in un attimo se in un attimo non ti è apparso. 


    Vai alla guerra, qualcun altro mi diceva, rendi densa l’esistenza altrui per quanto puoi, come densa hanno reso la tua, affonda il coltello nelle ferite, potresti vedere svanire dai loro volti ghigni di superbia e arroganza e trasformarli in cupa sofferenza. 

    Gioco con la mia folla, ci cammino sopra, oltrepassato oramai il limite del non ritorno, niente ha più senso se non lasciare le voci fuori da me. Piove sul bagnato, è vero, ma mi ricordo che sono nata in mezzo ad una tormenta. Questa cosa in fondo non mi appartiene, a tal punto che non può esistere, chiudo gli occhi, quindi e vado avanti. Consapevolmente sollevata sapendo che la visione di un brutto film non può intaccare il mio spirito libero. 

    Che la regia  composta da streghe, fanti e saltimbanchi, faccia quello che gli pare, nessuna scusa e nessun perdono per chi ha chiuso anche l’ultima porta di accesso alla redenzione, il perdono. 

    D’altronde, se esiste il carnefice esiste anche la vittima, ma se la vittima ignora di essere vittima, il carnefice cosa fa?

E la storia va avanti ...

Non parole mie, ma qualcosa che ho letto tempo fa e che mi sembrato talmente così mio da doverlo "rubare" e custodire gelosamente per tirarlo fuori al momento opportuno.
Adesso ritengo sia arrivato il momento, spero che l'amico Giacomo Fiaschi mi perdonerà se non avrò chiesto il dovuto consenso per pubblicarlo.
"Il mondo di oggi è popolato da miliardi di persone normali. Ce ne sono tanti che si alzano ogni giorno per rendere meno inospitale o più abitabile, o più bello quel pezzo di terra nel quale vivono con i loro figli. E tantissimi, troppi, si alzano ogni giorno per strappare un po' di cibo per sopravvivere. Sono questi miliardi di persone che governano il mondo. Un manipolo di persone ha in mano non le sorti dell'umanità, ma le leve del potere, della forza bruta. Alcuni la ottengono legalmente, mediante il consenso elettorale nei paesi dove esistono regole democratiche, altri attraverso il consenso di lobbies e comitati d'affari, altri ancora la ottengono attraverso metodi illegali, spesso per mezzo di atti di terrorismo. Questi non governano il mondo, lo dominano spadroneggiando e utilizzando il potere in modo spesso contrario all'evoluzione delle società, alla crescita, al progresso scientifico e sociale, all'affermarsi di una maggior giustizia distributiva.

Non sono loro a governare il mondo. Il mondo di oggi è governato da quei miliardi di uomini e di donne che ogni mattina si alzano per migliorare il pezzo di terra sul quale si muovono. E la maggioranza assoluta di questi uomini e queste donne quando sbaglia si corregge, si ravvedono e migliora se stessa e il mondo in cui vive. Questa è la ragione per la quale l'umanità si evolve, la ricerca scientifica va avanti e una parte sempre crescente dell'umanità abbandona le caverne per vivere nelle case.
Il cammino dell'umanità è faticoso e la strada è lunga, ma la direzione va verso un avvenire migliore. E' la storia che ce lo dimostra.
Il popolo va con la storia. Sono i cosiddetti "potenti" che frenano la storia, ma loro cadono e la storia va avanti."
        Giacomo Fiaschi 3 maggio 2011

martedì 5 giugno 2012

A Galileo questa mancava !


     Dal primo giorno della creazione,  l'ordine era sempre regnato sovrano sul mare oscuro dell'universo, le stelle e i pianeti oramai si mostravano come  attori protagonisti di un silenzioso e grandioso spettacolo.   

     L'uomo che aveva sempre contemplato il cielo come spettatore incantato, ogni qualvolta  che scopriva un nuovo piccolo frammento di universo, lo battezzava con un nome a suo piacimento, non sapendo minimamente di contribuire ad una strana magia di cui erano a conoscenza unicamente le stelle ed i pianeti delle varie costellazioni non solo della via Lattea, ma anche oltre.

Il fatto è, che l'uomo non aveva ben chiaro che dal  preciso momento in cui attribuiva un nome ad una costellazione, come per magia si creavano strane forme di energia, le quali andavano a plasmare un'entità reale con caratteristiche uguali al nome che gli era stato assegnato.

Mai l'uomo avrebbe pensato ad esempio che la costellazione di Cassiopea era una gran chiaccherona e passava gran parte del suo tempo a parlare anni luce con la costellazione di Andromeda, oppure che la costellazione di Orione parlava sempre del suo sport preferito, la caccia, con quella dei Gemelli. Così Pegaso, l'Orsa Maggiore, il Cigno, il Drago e tante altre, ferme immobili nel firmamento cercavano di passare il tempo facendosi compagnia l'una con l'altra. Spesso passava qualche asteroide a portare le ultime notizie della galassia più vicina, così anche tra costellazione e costellazione poteva scappare un sorriso e fare anche un po' di sano gossip. Molto più di rado invece passavano quelle smorfiose delle stelle comete e per tutto il loro periodo di visibilità non le sopportava proprio nessuno. 

     Proprio non molto tempo fa, ne passò una molto particolare, di quelle importanti che veramente si vedono una volta ogni duemila anni. La stella cometa in questione sapeva di essere particolarmente bella, adorava trascinare la propria coda come se fosse un velo nuziale. Proprio a motivo di questo,  gli piaceva passare in modo altezzoso soprattutto davanti alla costellazione dell'Orsa Maggiore, forse perché la considerava così sgraziata, non aveva mai capito perché l'uomo le aveva regalato quel nome così buffo e "faunistico", oltretutto poco aggraziato per una signora.
     Un giorno, anzi no, un anno luce, rallentò la sua corsa proprio davanti all' Orsa Maggiore e pavoneggiandosi le scappò detto : 
"Mi dispiace per voi stelle che non potete fare altro che guardarmi nel mio splendore, d'altronde non è colpa mia se riesco a catturare l'attenzione dell'uomo meglio che voi, il mio passaggio rappresenta la bellezza fulminea che acceca, tutto il resto è solamente oscurità."
     Se Toro e Ariete avessero potuto dargli una bella cornata, lo avrebbero fatto bene volentieri, Scorpione con la punta della coda l'avrebbe punzecchiata di buon gusto, e anche Orione con il suo arco avrebbe fatto scoccare la sua freccia tanto per farle accellerare il suo passaggio il più velocemente possibile in modo da non vederla per almeno i prossimi duemila anni.

     Ma l'Orsa Maggiore tranquillizzò le costellazioni amiche e fece parlare la propria stella Polaris. "Vedi cara, è vero che tu godi di una bellezza accecante e al tuo passaggio gli occhi degli uomini sono tutti per te. Ma ricordati che sei appunto un astro di passaggio e per quanto tu possa essere bella ... sempre di passaggio rimani. Forse non sei a conoscenza o non vuoi ricordare la missione assegnata a noi dal Creatore! Noi stelle e pianeti, incessantemente portiamo a compimento la creazione del giorno come quella della notte, e di conseguenza rappresentiamo il tempo che scorre, la vita che pulsa.
Vegliamo l'uomo in ogni circostanza, fin dal momento della sua nascita, attraverso di noi,  potrà capire l'influenza che avremo sui suoi passi, potrà consultarci per sapere se avrà fortuna in amore o magari successo nel lavoro. Quando desidererà sapere se sarà il momento propizio per lavorare la terra osserverà ancora noi, come alzerà gli occhi al cielo ogni volta che dovrà partire in sicurezza con la propria imbarcazione. E nel momento dello smarrimento, occorrerà semplicemente che lui  trovi in noi un punto di riferimento per poter riprendere il proprio percorso  ogni qual volta che lui lo desideri. E perciò cara mia stella cometa, sarai pure bellissima , ma tieni ben presente che ovunque tu vada,  lascerai sempre il tempo che trovi."

(Rapita da momentanea ispirazione fugace)

martedì 29 novembre 2011

The color is bright the beauty is generous - Michael Lin

S'io riposo, nel lento divenire

Degli occhi, mi soffermo

All'eccesso beato dei colori;
qui non temo più fughe o fantasie
ma la penetrazione mi abolisce.
Amo i colori, tempi di un anelito
Inquieto, irresolvibile, vitale,
spiegazione umilissima e sovrana
dei cosmici perché del mio respiro.
La luce mi sospinge ma il colore
M'attenua, predicando l'impotenza
Del corpo, bello, ma ancor troppo terrestre.
Ed è per il colore cui mi dono
S'io mi ricordo a tratti del mio aspetto
E quindi del mio limite.

Alda Merini







Esposizione mostra di Michael Lin - Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci Prato
ottobre 2010 febbraio 2011