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venerdì 18 ottobre 2013

Fanculo

Oggi mi va di essere sboccata.
Ho poco tempo per scrivere, ma sento uno smisurato senso di lasciare qui un'ennesima traccia di me e di quello che mi sta ruotando intorno.
Non mi interessa se poi, questo mio post, lo leggerà qualcuno. 
Credo fermamente che fino a che il mio punto. it non tornerà ad essere un punto.com, se mai ci tornerà, pochi potranno leggere quanto sto scrivendo ultimamente.
A parte chi mi ha messo in questo casino qui, ovvio.
Probabilmente, a fine vicenda, a fine rivoluzione, a fine quel che volete, riesumeranno le mie parole, e qualcuno dirà "Hai visto poverina cosa aveva scritto allora!!"
Bene, sappiate fin da subito che se passate di qui in ritardo, nel medesimo momento in cui leggerete quello che un dì, ovvero oggi, avevo scritto, non mi interesserà assolutamente sentire il vostro "poverina".
Anzi, guardate bene a come vi esprimerete.
I commenti del dopo, a cose avvenute non servono proprio a niente.
Il fatto è che mi avete lasciato sola, chi lo ha fatto di proposito e chi lo sta facendo per libera scelta.

Certo, rispetto la vostra libera scelta di cacarvi sotto dalla paura, perché in fondo di questo si tratta, ma vi prego, se non mi avete cercato fino ad'ora, non lo fate neanche dopo, perché sarò io in quel momento ad ignorarvi.
Non c'è peggio cosa di un branco di pecore che si emozionano sempre a fatto avvenuto.
Visto che eravate troppo impegnati ad occuparvi del vostro orticello, prego, tornate da dove siete venuti e lasciatemi sola con me stessa.
Le emozioni cari miei, sono la vera malattia dei nostri tempi, con le emozioni ci hanno preso nel sacco, con le emozioni hanno artefatto gli avvenimenti del nostro paese. E mentre con una mano sul cuore guardavate la televisione ed eravate troppo occupati a vedere programmi demenziali e a riempirvi la vita di cose effimere, c'è chi organizzava il teatrino per nascondervi cose assai più importanti.
E allora vi domanderete "cavolo, ma dove eravamo, a cosa stavamo pensando?!"
Signori miei, la cronologia dei nostri tempi è stata gestita ad arte solamente con tante chiacchere, puro sentimentalismo di scarso livello, basato sull'enfasi delle nostre emozioni.
 
Marketing all'ennesima potenza.
Non incidono più i fatti, gli avvenimenti, quello che resta alla fine sono solamente le opinioni, sono questi ultime che hanno fatto e faranno la storia.
Opinioni tra l'altro, manipolate da chissà quale burattinaio.
Fanculo.

mercoledì 2 ottobre 2013

Come da copione

Qualcuno ha detto che la vita è un palcoscenico, niente è  più vero di questa frase. In effetti se fossi sempre coerente con  me stessa, una delle prime cosa che farei, sarebbe quella di liberarmi per sempre dalla schiavitù della tinta per coprire i capelli bianchi, iniziando a dare respiro ai capelli sale e pepe.
La seconda, limitare il  mio armadio a solamente tre vestiti per stagione, tutti uguali, di colore bianco.
Sai che liberazione,  forse sarei la brutta copia di Tiziano Terzani, ma vuoi mettere, niente più  pensieri della serie “oddio cosa mi metto”,  semplificherei così anche i lavaggi in lavatrice.  Ma poiché ancora non sono libera del tutto di essere me stessa, il relazionarsi con gli altri a volte comporta anche a dover scendere a dei compromessi, ho deciso quindi che per il momento cavalcherò l’onda e farò  l’attrice. Si l’attrice, quella che recita e lo fa anche bene s’intende. 


“Come va?” “Bene,grazie!”
“Che fai di bello ultimamente?” “Le solite cose, grazie. Alti e bassi come sempre…”
E’ così che in fondo la gente ti vuole, no?
Ogni tanto mi piace soffermarmi  davanti allo specchio, mi guardo, penso che tutto sommato non starei così male con i capelli sale e pepe. 
Forse sarà questa fase della mia vita che mi porta a riscoprire l’essenziale. Citazione poco felice, mi ricorda il vincitore di San Remo 2013, ma il ticchettio della tastiera la pretende. Ecco, adesso mi verrebbe in mente una vecchia canzone di Raf, ma meglio finirla qui.
Ho ridotto tutto ai minimi termini, il tutto per poter arrivare in fondo a questo particolare capitolo della mia vita. Niente più tacchi, niente gioielli, niente di niente. Solamente un po’ di profumo sul collo e sui polsi, a quello ancora ci tengo. Ultimamente, per la gioia di mio marito, ho fatto uno sforzo di non poco conto,  sono riuscita a resuscitare qualche gonna lunga. Chissà  quando  arriverò in fondo a questa storia, se tornerò ad essere quella di una volta. Non penso, credo proprio di sapere  già la risposta.

Ridere quello no, nei momenti giusti lo so fare ancora, e bene. 
Alla faccia di chi mi vuole male.
Hai una storia brutta da raccontare, e con questo?
Ma chi vuoi che ti stai ad ascoltare, la gente ha da lavorare, c’è la crisi.
Se hai un problema, chi è che non ha problema di questi tempi.
E poi basta sapersi rialzare, tirare su la testa,  guardare avanti,  non pensare al passato e nemmeno al  futuro, basta vivere solamente  il presente.
Ah ecco, grazie.
Questo passaggio, lo avevo dimenticato.

Farò ancora l'ennesimo sforzo. 
Cercherò il vuoto con la meditazione interiore, mi cullerò di training autogeno, e trascorrerò il  tempo libero invece che sul divano, nella posizione del Loto sul tappeto.

E quando 
 sentirò l'ennesima sirena dell' ambulanza, passare nelle vicinanze di  casa mia, farò finta di niente.


martedì 24 settembre 2013

Ideale indefinito della mia fede

Altari
conoscenza prestata,
popolo
che indossate cravatte di lino
perfettamente cucite al collo.

Sciami di mosche si affettano,
involano
si spingono
incontrando la casa divina.
Se non fosse per la mia umiltà
cercherei di afferrare il primo posto
davanti a voi
aprendo il sigillo della credenza
umiliandovi.

Non intappolerete la mia fede
come gondole in vicoli chiusi,
lodate Dio,
io sarò come Primo Levi
davanti alle vostre false preghiere.

Helmut Morganti

martedì 17 settembre 2013

La grande pagliacciata dei blog.

La verità è che questo blog non lo legge nessuno e non perché non sono brava con l'indicizzazione.
E' tutta una bella illusione, chissà da quanto. 


Sono stanca e non ha senso neanche provare a scrivere qualcosa. 

Consiglio spassionato, per chi disgraziatamente passerà da queste parti. 

Chiunque decidesse di aprire un blog, ci pensi bene, non due volte, ma mille volte. 

Se non volete che la vostra vita passi in completa revisione sotto gli occhi di "non so chi", anche per scrivere le vostre poesie, i vostri pensieri banali, prendete il vecchio caro diario di carta di una volta, sceglietevi la penna che vi sta più a cuore e scappate da questo posto infernale. 

venerdì 6 settembre 2013

Balia dell'onde ...

Che senso ha scrivere ancora in questo blog...
quando ancora la mia identità "digitale" è ancora in balia dell'onde ?
Va benissimo scrivere sapendo che non mi leggerà quasi nessuno tranne che i miei hackers.
In fondo mi è sempre piaciuto scrivere, ed ho sempre scritto per me stessa.
La paura vera é quella di ritrovarsi magari, un giorno, senza blog.
Poi sai com'é ... io mi affeziono a tutto ... anche a quelle misere parole che mi sono uscite dalla testa in un momento di ispirazione divina.
In fondo se ci penso bene, in realtà, avrei bisogno di dire tante cose, di comunicare col mondo, ma non so da che parte iniziare.
Forse un po' mi vergogno.
Da due anni a questa parte, sono successe tante cose, troppe, in verità non molto belle, da non augurare a nessuno.
Ma attraverso di queste, io, adesso, vedo un mondo nuovo.
Non ho capito se bello, per il momento anche no, comunque nuovo di sicuro.
E qualcosa mi sta dicendo, che tra non molto anche le altre persone vedranno il mondo come lo sto vedendo ora io.

lunedì 1 luglio 2013

La morte non è niente.



La morte non è niente. 
Sono solamente passato dall’altra parte: è come fossi nascosto nella stanza accanto. Io sono sempre io e tu sei sempre tu.
Quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora. Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare; parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato. Non cambiare tono di voce, non assumere un’aria solenne o triste. Continua a ridere di quello che ci faceva ridere, di quelle piccole cose che tanto ci piacevano quando eravamo insieme. 
Prega, sorridi, pensami! Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima: pronuncialo senza la minima traccia d’ombra o di tristezza. La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto: è la stessa di prima, c’è una continuità che non si spezza. Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente, solo perché sono fuori dalla tua vista? 
Non sono lontano, sono dall’altra parte, proprio dietro l’angolo. Rassicurati, va tutto bene. 
Ritroverai il mio cuore, ne ritroverai la tenerezza purificata. Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami: il tuo sorriso è la mia pace.

Henry Scott Holland

domenica 2 dicembre 2012

Ogi più di ieri, e molto meno di domani - Rosemonde Gérard Rostang

L'ETERNA CANZONE
Rosemonde Gérard Rostang


Quando sarai vecchio e sarò vecchia anch'io,
quando i miei biondi capelli saranno bianchi,
nel mese di maggio, nel giardino... al sole,
scalderemo le nostre vecchie membra tremolanti.


Così i nostri cuori ringiovaniranno... festosi...
e ci sentiremo allora... ancora giovani amanti,
ed io ti sorriderò muovendo tutta la testa,
e saremo un'adorabile coppia di vecchietti.
Ci guarderemo, seduti sotto il pergolato,
con occhi piccoli teneri e brillanti.

Quando sarai vecchio e e sarò vecchia anch'io,
quando i miei capelli biondi capelli saranno bianchi.


foto web
Sulla nostra solita panchina, tutta di schiuma verde
su quella panchina d'un tempo torneremo a chiacchierare;
avremo una gioia tenera e dolce,
terminando spesso la frase con un bacio.
Quante volte ho potuto dire un tempo..."Ti amo"?
Allora con affetto ce lo racconteremo. 


Ci ricorderemo di mille cose,
anche di cose da nulla ma deliziose,
tra le quali ci perderemo.

Un raggio, tutto rosa, scenderà come una dolce carezza,
tra i nostri capelli bianchi, per adagiarvisi,
quando, sulla nostra vecchia panchina di schiuma verde,
su quella panchina d'una volta torneremo a chiacchierare;
e come ogni giorno, ti amo di più
oggi più di ieri e meno di domani
che importanza avranno le rughe,
se il profumo delle rose sarà sempre lo stesso?

Ad ogni primavera i sogni s'accumuleranno nei nostri cuori...
I miei ricordi saranno i tuoi ricordi...
Questi ricordi comuni ci uniscono sempre di più...
e senza fine tra noi si tessono nuovi legami;
è vero saremo vecchi, molto vecchi, deboli per l'età...
ma più forte ogni giorno ti stringerò la mano
perché, vedi, ogni giorno t'amo di più
oggi più di ieri e meno di domani! 

Di questo caro amore vissuto come un sogno
voglio conservare tutto nel profondo del mio cuore,
e trattenere, se si può, anche la più rapida emozione,
per riassaporarla poi con più calma.
Io raccolgo tutto quel che vien da lui, come fa un avaro,
conservandolo con passione per i giorni più lontani.

Io sarò ricca allora d'una ricchezza rara,
perché avrò conservato tutto l'oro del mio giovane amore,
cosicché di questo vissuto di felicità che va a finire
il mio ricordo mi restituirà poi la dolcezza;
perché di questo caro amore che passa come un sogno
ho conservato tutto nel profondo del mio cuore.

Quando sarai vecchio e sarò vecchia anch'io,
quando i miei biondi capelli saranno bianchi,
nel mese di maggio, nel giardino... al sole,
scalderemo le nostre vecchie membra tremolanti.

Così i nostri cuori ringiovaniranno... festosi...
e crederemo ancora di rivivere i giorni felici del passato,
ed io ti sorriderò muovendo tutta la testa,
e tu mi mi parlerai d'amor con voce tremula.
Ci guarderemo, seduti sotto il pergolato,
con occhi pieni di lacrime dei nostri vent'anni.

Quando sarai vecchio e sarò vecchia anch'io,
quando i miei capelli biondi capelli saranno bianchi!

Traduzione Tony Kospan

giovedì 5 luglio 2012

Ma il partner va nell'indifferenziato ?


In risposta al post di Nicole.
http://ladonnaconlafinestrasulmare.blogspot.it/2012/07/smossa.html

Cara Nicole, noi ci conosciamo già da tempo.
La domanda che ti ho fatto, chiedendoti se hai figli, era provocatoria, lo so che non li hai. Non per irrritarti, non per fare una considerazione personale sulla tua persona, non è un deprezzamento non avere figli. 
Tempo fa, se ti ricordi in un commento ti avevo scritto che l'importante è che una persona sia "albero". 
Non importa quali saranno i suoi frutti, l'importante è dare vita, generare qualcosa di nuovo. 
Si può essere madri in mille maniere.
Però ti faccio un esempio un po' stupido ma pratico che renda bene l'idea.
Se un tuo amico ti racconta che soffre per un tumore al cervello, potrai provare tutti i sentimenti di questo mondo, ma non potrai mai capire il malessere psico-fisico di questa persona. Potrai stare male per lui, ma non sei lui, e questo è un dato di fatto.
Se parliamo di figli, quelli in carne ed ossa per intenderci, non credo che chi non ha portato in grembo un figlio, lo ha partorito e lo ha visto crescere possa capire di che cosa stiamo parlando. 
E' matematicamente impossibile. 
Non è detto che una donna con i figli sia meglio di una che non ha figli, è solo semplicemente diversa. E automaticamente non credo che arrivi a comprendere cosa è disposta a fare una donna per il proprio figlio.
Certo che si potrebbe parlare all'infinito di madri che mettono al mondo figli solo per il il lor piacere personale, per un amore che definirei "egoistico", ma questo è un altro capitolo.


La separazione dei genitori, ai figli non è mai piaciuta e giriamola come ci pare, sempre un trauma è.
Esistono coppie di cattivi mariti e moglie, ma di bravissimi genitori, come l'esatto contrario. Non dimentichiamoci che il genitore perfetto non esiste, e anche questo è un altro dato di fatto.
Esistono coppie che si amano pur litigando continuamente, perché quello, è il loro modo di interagire "normalmente", un loro linguaggio, discutibile quanto vuoi, ma anche qui valenti psichiatri potrebbero dire la sua e confermare quanto scritto sopra.
Esistono pure coppie che non si amano più e si cornificano a "tutta anda", senza farsi nessun scrupolo di coscienza, riempiendosi  di sorrisi, coccoline, regalini, spesso ogni volta dietro un senso di colpa.
Non dobbiamo nasconderci dietro i figli, certo che no, ma si fa di tutto per salvare il salvabile, perché purtroppo siamo nell'epoca  dello "sfanculamento" facile, come lo hai definito tu.  
Direi che siamo in piena epoca "schettiniana" del "vabbuò", si scappa di fronte ad un pericolo, si lascia l'altro nella "cacca" e chi se frega se la nave va a fondo.
Nessuno ha più voglia di durare fatica, ci si innamora e dopo un po', perchè il "cuore non vibra più come una volta", ci si lascia perché bisogna  cavalcare l'onda, dobbiamo provare il brivido, l'adrenalina  a tutti costi,  chi se ne frega, la vita è mia e la gestisco io.  

Viviamo nell'epoca di quell'odioso di Raffaele Morelli, con il suo slang "ama non pensare" e sopratutto "non siamo nati per soffrire".
Il partner ti tradisce? Ci si ostina a non accettare che l'uomo purtroppo non è di natura monogamo. 
Ci hanno insegnato dalle suore che certe cose non si fanno ! (fino a quando non capita a noi, si intende).
Gesummio, si lascia subito, il giocattolo si è rotto, non si ripara, niente riciclo, niente "green economy", si butta nell'indifferenziato e via.

Non a tutti capita  di disinnamorarsi e ri-innamorarsi, per il semplice motivo che la maggior parte molla prima che ciò avvenga. Conosco donne  -ma anche uomini - che convivono una vita con il loro compagno, questo " miracolo"a loro è successo anche più di una volta. Per il  il pregio di avere avuto pazienza, sono riuscite a far sbollire momenti critici, di crisi, di odio addirittura. Hanno saputo credere in un qualcosa perso e poi ritrovato, e  non per magia ma perché hanno  avuto le palle per tirare avanti.

Giusto, spesso è meglio una civile separazione, d'accordissima con Nicole, per il semplice motivo che certe cose le ho vissute sulla mia pelle anche se non direttamente. Proprio per questo ho ben chiaro per quanto riguarda me, quello che non voglio.


Ho un modestissimo parere, che prima di cambiare strada, una coppia dovrebbe fare un'indagine approfondita, un percorso per imparare a RINNOVARSI, cosa non semplice, ma questo è il trucco delle coppie che riescono a sopravvivere ai cambiamenti individuali, inevitabili.
Il problema sta proprio li, quando per qualche motivo non si cambia insieme.
Se il partner chiamiamolo più "evoluto", non ha la pazienza di aspettare l'altro che è rimasto indietro, è evidente che la coppia "scoppia".
Rinnovamento, pazienza, resilienza, ecco le parole magiche. Una bella strada in salita, peccato che di questi tempi durare fatica non piace più a nessuno, non va più di moda. Siamo portati a pensare al bene come bene -individuale- e non più di coppia. Molti si arrendono, scappano perché hanno una prospettiva diversa pensata unicamente al proprio io. 
Forse sono semplicemente colpevoli di aver pensato, quando hanno intrapreso un rapporto di lunga durata, che tutto sarebbe stato bello e che bastava amarsi e il resto sarebbe venuto da se, senza durare fatica.
Si potrebbe anche dire, che i codardi alla fine, sono quelli che scappano, perché per portare avanti un matrimonio, ci vuole coraggio. 
Questione di prospettive, quindi.

mercoledì 4 luglio 2012

Ai posteri l'ardua sentenza.


Ho sempre pensato che aprire questo blog avesse lo scopo di lasciare un qualcosa di mio che potesse rimanere indelebile. 
Non sono presuntuosa o almeno credo di non esserlo, le mie verità è vero che sono di questo mondo, ma al mondo cosa vuoi interessi, o meglio cosa vuoi interesserà, a quelli che mi leggeranno, se io ho pensato bianco invece che nero su un evento o una situazione in particolare.
Il punto è, che ho sempre immaginato che l’unica persona a cui potesse un domani interessare eventualmente, un qualcosa scritto di mio pugno, è e rimarrà sempre -mia figlia-.
Non ora, è troppo giovane e proiettata verso il mondo esterno, adesso non avrebbe senso.
Ecco che di colpo la vedo, in un giorno più o meno lontano, dopo essere passata a “miglior” vita (speriamo che sia davvero migliore), mi piace pensarla mentre sta cercando tra le mie cose, tra i mie pensieri arruffati scritti un po’ in qua e in là. 
Pensare che magari un giorno cercherà un qualcosa che forse abbiamo sempre avuto in comune e magari non abbiamo avuto mai l’opportunità di scoprirlo. In genere queste analisi si fanno intorno alla quarantina, momento in cui si iniziano a fare i primi bilanci, e della vita iniziamo ad avere una visuale un po’ più globale.
Almeno per me è stato così, poi chissà cosa sarà per lei.
C’è anche da dire, che sono sempre stata leggermente condizionata da un fattore di non poco conto: la natura bizzarra del dna appartenente alla mia famiglia di origine. Sembra che da molti anni or sono, una maledizione (si fa per dire) abbia colpito un sacco di miei parenti più o meno vicini: questi poveretti all’epoca sono morti tutti fulminati in un’età considerevolmente giovane. Una bella morte tutto sommato, chissà se anche loro avevano avuto la stessa mia idea di lasciare qualcosa di scritto e non ne hanno avuto il tempo.
E io mi domando, perché non potrebbe capitare pure a me? Mi sono così un po’ rassegnata che dalla legge di Mendel non si fugge, e quindi, tutto ci può stare. Ma ora non drammatizziamo, io su questa cosa ci rido sopra ovviamente… però…
Riprendiamo il discorso. 
Oggi pensavo a cosa vorrei che mia figlia leggesse un giorno su di me.
Mi è venuto un pensiero lampante che non a niente a che fare con le solite raccomandazioni che si fanno in “extremis”. 
Oggi cara figlia mia, ti vorrei raccontare quello che vedo da questa mia prospettiva in questo punto della mia vita. 
 Ti vorrei dire di lasciare da una parte il peggio mio e di tuo padre e di portarti dietro solo il meglio. Il meglio, riferito anche a quello che avremmo voluto essere e che non siamo riusciti, per tanti motivi, a metterlo in pratica. 
Guarda almeno se puoi anche un po’ l’intento iniziale che a volte si è disperso nel nulla. Considera sempre che non è mai esistito un genitore perfetto, anche se, nelle nostre limitatezze noi ci abbiamo sempre provato, fallendo a volte, vittoriosi in altre. Ma questo, un giorno, quando sarai madre anche tu, lo capirai benissimo. 
 Per quanto la mia capacità intellettiva possa capire in questo momento confuso della nostra storia, posso lasciarti pochi consigli, perché magari tu vivrai o starai già vivendo realtà diverse da quelle che viviamo in questo 2012. 
Una cosa è certa, una delle poche cose ho capito, è, che se anche il tuo comportamento sarà ineccepibile, non è detto che la vita sarà sempre gentile con te. Questo purtroppo è una realtà con cui tutti più o meno ci dobbiamo riscontrare. 
Non tutti sono fortunati alla stesso modo, e non è vero anche quel detto che dice ­ -chi semina, raccoglie-, purtroppo non è così che funziona. 
E’ vero che esiste la fortuna o se vuoi, puoi chiamarlo Karma. Per me esistono due tipi diversi di destino, quello che ti costruisci col tempo e quello appunto che ti è stato assegnato. Quello che ti costruisci giorno per giorno, ti aiuta tantissimo, se sarai ottimista soprattutto, in ogni evento negativo potrai avere il vento a tuo favore per poter capovolgere situazioni inaspettate e senza speranza. 
 Se ti imbatterai col destino “assegnato”, allora lì, potrai avere anche tutto l’ottimismo di questo mondo ma non riuscirai a cambiare proprio niente, il tuo spirito allora sarà messo a dura prova, saranno giorni lunghi e interminabili. 
Per quanto puoi, confida in Dio, o in qualcosa di Divino nel quale credi fermamente. Ultimamente riconosco di non essere, secondo le regole, una brava cristiana, ma tu sai che in certe cose ho sempre creduto fermamente, questo mi ha permesso in fondo di non sentirmi mai sola veramente. 
Qualcosa di invisibile ci assiste, di questo ne sono più che sicura. 
Qualcosa di magico, se vuoi. 
E poi... cerca per quanto potrai di non stare sempre dietro alle regole e  alle condizioni degli altri,  ma promuovi  anche tu stessa nuove  regole, perché  ricordati sempre che sei una DONNA  e almeno fino ad oggi,  nell’epoca in cui sto vivendo adesso, (dubito che ci sarà un’evoluzione di grande spessore a breve) per noi donne è stato tutto sempre così maledettamente difficile. Si nasce inconsapevoli di portare appresso  sempre quell’istinto maledetto da crocerossina che a volte ci rende felici, ma molto spesso prende il sopravvento portandoci oltre i nostri limiti senza accorgersene se non quando oramai è troppo tardi.  
E allora diventiamo ciniche e acide. 
Quindi, ricorda … il rispetto delle nostre idee, sempre.
Se ti piace sognare, sogna, rimani sempre un po’ bambina, il mondo è sicuramente più bello da questa angolazione. Bisogna sempre essere un po’ folli per affrontare le difficoltà della vita, un po’ come l’equilibrista mentre cammina sul filo. 
Pensa un po’, se lui non fosse davvero un po’ folle e dovesse pensare a cosa sta facendo, non farebbe neanche un passo in avanti. Lui invece, fissa il suo sguardo bello fiero e senza paura sul suo punto di arrivo, così in effetti, nessuno lo può fermare.
Questo potrebbe essere anche un esempio di destino che ti costruisci con la forza dell’ottimismo, come dicevo prima.
E poi, fai del bene, non portare rancore a nessuno. Se qualcuno ti ha fatto del male, lo ha fatto perché con buona probabilità ha dei problemi con se stesso, lascialo andare quanto prima per la sua strada e dimenticalo. 
Non disperdere energie inutilmente. 
Tu devi fare del bene e portare sempre un sorriso a tutti. 
Quando non avrai fatto mancare niente alla tua famiglia, se ti avanza un po’ di tempo, dedicalo a qualcuno che ne ha bisogno, questo è un discorso che potrebbe sembrare anche se non immediatamente, un po’ egoistico. 
Perché quasi sempre quando facciamo un’opera buona la facciamo per noi stessi, per avere la coscienza pulita, senza sensi di colpa. 
Ma la verità è che noi siamo nati per fare del bene, non c’è cosa che dia più significato alla vita stessa. Inutile cercare mille significati, noi siamo nati per aiutarci, e molti di noi ancora non lo hanno capito e travisano questo principio fondamentale.
Stai attenta a chi ti vorrà strumentalizzare per i propri scopi. 
Ho capito che fare del bene al prossimo non comprende fidarsi di chi ha un bel sorriso. Non ti fidare mai dell’abito del monaco. 
E vero che il primo impatto di solito dice molto di una persona, ma ti posso assicurare che non è più così. Te lo vorrei scrivere a lettere cubitali, questo figlia mia, è diventato un mondo dove non esiste più una netta divisione tra il male e il bene. 
E’ il mondo delle illusioni, delle apparenze, anche se imparerai a valutare le situazioni con la tua testa senza essere influenzata da fattori esterni, sappi che non basterà mai. 
Adesso siamo arrivati a modificare i nostri comportamenti a tavolino in maniera così subdola pur di raggiungere gli obiettivi prefissati, una volta si apprezzava chi era “senza maschera” adesso non è più così, anzi a volte mostrandoci come siamo davvero ci rendiamo vulnerabili e fragili alla mercede degli approfittatori. 
Siamo nell’epoca dei profitti, vince chi ottiene più vantaggi, anche l’amicizia a volte è un business. Quindi non è tutta “cacca”, ma quasi.
Credo comunque che non potrà andare avanti così, non so se a dicembre di questo fatidico anno 2012, la profezia dei Maya aveva ragione e quindi moriremo tutti. Non penso. 
Credo che ci sarà in qualche modo una resa dei conti, il Bene e il Male si sfideranno alla grande. Tutto adesso è così confuso, a volte ho paura per te, ti abbiamo fatto nascere, senza volerlo, in un bel periodo, si fa per dire! 
 Il problema è che non capisci più quello che devi fare, se combattere con il mondo intero oppure arrendersi, perché il mondo o con te o senza di te andrà avanti lo stesso e la storia farà il suo decorso naturale. 
Per il momento opto più per la seconda soluzione, perché per combattere il mondo si deve sapere dove fare i propri passi, a volte non basta neanche quello. 
Di politica poi non ne parliamo, adesso tutti contro tutti, non esiste più il bene, solo male, perché non mi piace più quel bene che per prevaricare sul male adotta strategie machiavelliche . 
Non è bene, punto. 
Sarà che amo la trasparenza ed un politico non può essere un uomo trasparente, altrimenti è un burattino comandato da qualcun altro. E tutto quello che abbiamo intorno è politica, quello che vediamo alla televisione, quello che leggiamo sui libri e su Internet, quello che mangiamo e pure quello che respiriamo. Non so darti consigli, forse si uno. 
Meglio codardi che falsi. 
Se proprio vorrai contribuire all’evoluzione di questa società, allora ti dico, leggi, impara, fatti un’idea propria, insegnala e fai del bene, ma ignora la politica. 
Magari a gennaio 2013 se siamo ancora vivi, vedrò come stanno andando le cose, magari mi ricredo e scriverò così un altro post. 
Magari mi rimangio tutto. 
Se invece ci sarà stata la fine del mondo, allora non esiterà più neanche questo blog, che fatica sprecata.

-mamma-

giovedì 7 giugno 2012

Lasciare andare...

    Lascialo andare, qualcuno mi diceva, così come è venuto, ignoralo, piano, lentamente, come piano e lentamente è entrato nella tua vita, non può svanire in un attimo se in un attimo non ti è apparso. 


    Vai alla guerra, qualcun altro mi diceva, rendi densa l’esistenza altrui per quanto puoi, come densa hanno reso la tua, affonda il coltello nelle ferite, potresti vedere svanire dai loro volti ghigni di superbia e arroganza e trasformarli in cupa sofferenza. 

    Gioco con la mia folla, ci cammino sopra, oltrepassato oramai il limite del non ritorno, niente ha più senso se non lasciare le voci fuori da me. Piove sul bagnato, è vero, ma mi ricordo che sono nata in mezzo ad una tormenta. Questa cosa in fondo non mi appartiene, a tal punto che non può esistere, chiudo gli occhi, quindi e vado avanti. Consapevolmente sollevata sapendo che la visione di un brutto film non può intaccare il mio spirito libero. 

    Che la regia  composta da streghe, fanti e saltimbanchi, faccia quello che gli pare, nessuna scusa e nessun perdono per chi ha chiuso anche l’ultima porta di accesso alla redenzione, il perdono. 

    D’altronde, se esiste il carnefice esiste anche la vittima, ma se la vittima ignora di essere vittima, il carnefice cosa fa?

E la storia va avanti ...

Non parole mie, ma qualcosa che ho letto tempo fa e che mi sembrato talmente così mio da doverlo "rubare" e custodire gelosamente per tirarlo fuori al momento opportuno.
Adesso ritengo sia arrivato il momento, spero che l'amico Giacomo Fiaschi mi perdonerà se non avrò chiesto il dovuto consenso per pubblicarlo.
"Il mondo di oggi è popolato da miliardi di persone normali. Ce ne sono tanti che si alzano ogni giorno per rendere meno inospitale o più abitabile, o più bello quel pezzo di terra nel quale vivono con i loro figli. E tantissimi, troppi, si alzano ogni giorno per strappare un po' di cibo per sopravvivere. Sono questi miliardi di persone che governano il mondo. Un manipolo di persone ha in mano non le sorti dell'umanità, ma le leve del potere, della forza bruta. Alcuni la ottengono legalmente, mediante il consenso elettorale nei paesi dove esistono regole democratiche, altri attraverso il consenso di lobbies e comitati d'affari, altri ancora la ottengono attraverso metodi illegali, spesso per mezzo di atti di terrorismo. Questi non governano il mondo, lo dominano spadroneggiando e utilizzando il potere in modo spesso contrario all'evoluzione delle società, alla crescita, al progresso scientifico e sociale, all'affermarsi di una maggior giustizia distributiva.

Non sono loro a governare il mondo. Il mondo di oggi è governato da quei miliardi di uomini e di donne che ogni mattina si alzano per migliorare il pezzo di terra sul quale si muovono. E la maggioranza assoluta di questi uomini e queste donne quando sbaglia si corregge, si ravvedono e migliora se stessa e il mondo in cui vive. Questa è la ragione per la quale l'umanità si evolve, la ricerca scientifica va avanti e una parte sempre crescente dell'umanità abbandona le caverne per vivere nelle case.
Il cammino dell'umanità è faticoso e la strada è lunga, ma la direzione va verso un avvenire migliore. E' la storia che ce lo dimostra.
Il popolo va con la storia. Sono i cosiddetti "potenti" che frenano la storia, ma loro cadono e la storia va avanti."
        Giacomo Fiaschi 3 maggio 2011

martedì 5 giugno 2012

A Galileo questa mancava !


     Dal primo giorno della creazione,  l'ordine era sempre regnato sovrano sul mare oscuro dell'universo, le stelle e i pianeti oramai si mostravano come  attori protagonisti di un silenzioso e grandioso spettacolo.   

     L'uomo che aveva sempre contemplato il cielo come spettatore incantato, ogni qualvolta  che scopriva un nuovo piccolo frammento di universo, lo battezzava con un nome a suo piacimento, non sapendo minimamente di contribuire ad una strana magia di cui erano a conoscenza unicamente le stelle ed i pianeti delle varie costellazioni non solo della via Lattea, ma anche oltre.

Il fatto è, che l'uomo non aveva ben chiaro che dal  preciso momento in cui attribuiva un nome ad una costellazione, come per magia si creavano strane forme di energia, le quali andavano a plasmare un'entità reale con caratteristiche uguali al nome che gli era stato assegnato.

Mai l'uomo avrebbe pensato ad esempio che la costellazione di Cassiopea era una gran chiaccherona e passava gran parte del suo tempo a parlare anni luce con la costellazione di Andromeda, oppure che la costellazione di Orione parlava sempre del suo sport preferito, la caccia, con quella dei Gemelli. Così Pegaso, l'Orsa Maggiore, il Cigno, il Drago e tante altre, ferme immobili nel firmamento cercavano di passare il tempo facendosi compagnia l'una con l'altra. Spesso passava qualche asteroide a portare le ultime notizie della galassia più vicina, così anche tra costellazione e costellazione poteva scappare un sorriso e fare anche un po' di sano gossip. Molto più di rado invece passavano quelle smorfiose delle stelle comete e per tutto il loro periodo di visibilità non le sopportava proprio nessuno. 

     Proprio non molto tempo fa, ne passò una molto particolare, di quelle importanti che veramente si vedono una volta ogni duemila anni. La stella cometa in questione sapeva di essere particolarmente bella, adorava trascinare la propria coda come se fosse un velo nuziale. Proprio a motivo di questo,  gli piaceva passare in modo altezzoso soprattutto davanti alla costellazione dell'Orsa Maggiore, forse perché la considerava così sgraziata, non aveva mai capito perché l'uomo le aveva regalato quel nome così buffo e "faunistico", oltretutto poco aggraziato per una signora.
     Un giorno, anzi no, un anno luce, rallentò la sua corsa proprio davanti all' Orsa Maggiore e pavoneggiandosi le scappò detto : 
"Mi dispiace per voi stelle che non potete fare altro che guardarmi nel mio splendore, d'altronde non è colpa mia se riesco a catturare l'attenzione dell'uomo meglio che voi, il mio passaggio rappresenta la bellezza fulminea che acceca, tutto il resto è solamente oscurità."
     Se Toro e Ariete avessero potuto dargli una bella cornata, lo avrebbero fatto bene volentieri, Scorpione con la punta della coda l'avrebbe punzecchiata di buon gusto, e anche Orione con il suo arco avrebbe fatto scoccare la sua freccia tanto per farle accellerare il suo passaggio il più velocemente possibile in modo da non vederla per almeno i prossimi duemila anni.

     Ma l'Orsa Maggiore tranquillizzò le costellazioni amiche e fece parlare la propria stella Polaris. "Vedi cara, è vero che tu godi di una bellezza accecante e al tuo passaggio gli occhi degli uomini sono tutti per te. Ma ricordati che sei appunto un astro di passaggio e per quanto tu possa essere bella ... sempre di passaggio rimani. Forse non sei a conoscenza o non vuoi ricordare la missione assegnata a noi dal Creatore! Noi stelle e pianeti, incessantemente portiamo a compimento la creazione del giorno come quella della notte, e di conseguenza rappresentiamo il tempo che scorre, la vita che pulsa.
Vegliamo l'uomo in ogni circostanza, fin dal momento della sua nascita, attraverso di noi,  potrà capire l'influenza che avremo sui suoi passi, potrà consultarci per sapere se avrà fortuna in amore o magari successo nel lavoro. Quando desidererà sapere se sarà il momento propizio per lavorare la terra osserverà ancora noi, come alzerà gli occhi al cielo ogni volta che dovrà partire in sicurezza con la propria imbarcazione. E nel momento dello smarrimento, occorrerà semplicemente che lui  trovi in noi un punto di riferimento per poter riprendere il proprio percorso  ogni qual volta che lui lo desideri. E perciò cara mia stella cometa, sarai pure bellissima , ma tieni ben presente che ovunque tu vada,  lascerai sempre il tempo che trovi."

(Rapita da momentanea ispirazione fugace)

martedì 29 novembre 2011

The color is bright the beauty is generous - Michael Lin

S'io riposo, nel lento divenire

Degli occhi, mi soffermo

All'eccesso beato dei colori;
qui non temo più fughe o fantasie
ma la penetrazione mi abolisce.
Amo i colori, tempi di un anelito
Inquieto, irresolvibile, vitale,
spiegazione umilissima e sovrana
dei cosmici perché del mio respiro.
La luce mi sospinge ma il colore
M'attenua, predicando l'impotenza
Del corpo, bello, ma ancor troppo terrestre.
Ed è per il colore cui mi dono
S'io mi ricordo a tratti del mio aspetto
E quindi del mio limite.

Alda Merini







Esposizione mostra di Michael Lin - Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci Prato
ottobre 2010 febbraio 2011

mercoledì 23 novembre 2011

Donne sull'orlo di una crisi di mezz'età.



Donne sull'orlo di una crisi di mezz'età. ---- Presente ----
Eccomi qui,  tra momenti di riflessione, analisi di "bilanci", combattuta come tante donne tra quel che è stato e quel che poteva essere. Capita sovente quindi di soffermarsi a guardare con occhio critico dietro di noi, a scrutare i nostri passi. 
Ma questo lo ritengo normale, direi addirittura fisiologico come un meccanismo di "autoriparazione", anche perché tra i nostri passi troveremo sempre qualcosa di piacevole che ci farà ancora sorridere ...come troveremo sicuramente anche qualcosa di amaro,  ma che per fortuna avremo già metabolizzato e lasciato alle spalle.
Altre volte, soprattutto  leggendo ciò che abbiamo scritto in passato, si riesce perfino a trovare qualcosa di grottesco e strampalato  dove senza ombra di dubbio non riusciamo a riconoscerci più; nonostante tutto siamo consapevoli che anche questo è stato parte di noi e che anche grazie a questa particolarità siamo quel che siamo.


Ogni nostra traccia fa parte di noi, noi siamo le nostre "tracce indelebili".


Ecco dunque la voglia di ripartire, di raccontarmi ancora qui su questo blog e non su uno nuovo come avevo già pensato, magari con un approccio leggermente nuovo e diverso.


E quindi,  si riapre il sipario.

mercoledì 26 ottobre 2011

Dal "Libro dell'inquietudine" - Fernando Pessoa


Se qualcuno volesse redigere un campionario di mostri non dovrebbe far altro che fotografare con parole quelle cose che la notte porta negli animi assopiti che non riescono a prendere sonno. Queste cose posseggono tutta l'incoerenza del sogno senza l'incognito alibi dello stare dormendo. Si librano come pipistrelli sulla passività dell'anima o vampiri che succhiano il sangue della sottomissione. Sono larve del precipizio e della dissipazione; ombre che riempiono la valle, le orme che restano del destino. A volte sono vermi che provocano nausea alla stessa coscienza che li culla e che li crea, altre volte sono spettri, e sinistramente rondano il nulla, altre volte ancora emergono come serpi dalle assurde caverne delle emozioni perdute. Zavorra del falso, non servono ad altro se non a farci essere inutili. Sono dubbi dell'abisso che appiattiti nell'animo trascinano pieghe sonnolente e fredde. Hanno durata di fumo, passaggio di orme, e altro non c'è se non l'essere esistiti nella sterile sostanza della consapevolezza che abbiamo avuto di essi. Alcuni sono come l'elemento recondito di un fuoco d'artificio: si incendia un attimo fra i sogni; e il resto è l'inconsapevolezza della consapevolezza con cui lo abbiamo visto.
   Fiocco sciolto, l'anima non esiste in se stessa. I grandi paesaggi sono per il domani, e noi abbiamo già vissuto. La conversazione interrotta è fallita. Chi lo avrebbe mai detto che la vita sarebbe stata così?
   Mi perdo se mi incontro, dubito se trovo, non possiedo se ho ottenuto. Come se passeggiassi, dormo, ma sono sveglio. Come se dormissi, mi sveglio, e non mi appartengo. In fondo la vita è in se stessa una grande insonnia e c'è un lucido risveglio brusco in tutto quello che pensiamo e facciamo.
Sarei felice se potessi dormire. E' un opinione di ora, perchè non dormo. La notte è un peso immenso dietro al soffocamento della coperta muta di ciò che sogno. Ho un'indigestione nell'animo.
   Sempre, dopo il dopo, verrà il giorno, ma sarà tardi, come sempre. Tutto dorme ed è felice, ma non io. Riposo un poco senza osare dormire. E grandi teste di mostri inesistenti emergono confuse dal fondo di chi io sono: draghi dell'Oriente dell'abisso, con lingue di un rosso illogico, con occhi che guardano senza vita la mia vita morta che non li guarda.
   Il coperchio, per l'amore del cielo, il coperchio! Mi completino l'incoscienza e la vita! Per fortuna, dalla finestra fredda con le imposte aperte, un trsite filo di luce pallida comimincia a spazzare l'ombra dall'orizzonte. Per fortuna, dalla finestra che sta per nascere è il giorno. E mi acquieto quasi dalla stanchezza dell'inquietudine. Un gallo canta, assurdo, in piena città. il giorno livido comincia nel mio vago sonno. Una volta dormirò. Un rumore di ruote è una carrozza. Le mie palpebre dormono, ma io non dormo. Tutto, finalmente, è il Destino.

lunedì 17 ottobre 2011

Semplicità - Alda Merini

La semplicità è mettersi nudi davanti agli altri.

E noi abbiamo tanta difficoltà ad essere veri con gli altri. Abbiamo timore di essere fraintesi, di apparire fragili, di finire alla mercè di chi ci sta di fronte.
Non ci esponiamo mai. Perché ci manca la forza di essere uomini, quella che ci fa accettare i nostri limiti, che ce li fa comprendere, dandogli senso e trasformandoli in energia, in forza appunto..
Io amo la semplicità che si accompagna con l’umiltà.
Mi piacciono i barboni. 

Mi piace la gente che sa ascoltare il vento sulla propria pelle, sentire gli odori delle cose, catturarne l’anima. 
Quelli che hanno la carne a contatto con la carne del mondo. 
Perché lì c’è verità, lì c’è dolcezza, lì c’è sensibilità, lì c’è ancora amore.

giovedì 13 ottobre 2011

L'importanza di rallentare.

Fu correndo che capì l'importanza di rallentare! 
Per osservare la bellezza del mondo, sentire il profumo dei fiori, le risate dei bambini... le urla dei disperati, i lamenti dei poveri, Il piangere di una madre, le costruzioni degli uomini... opera delle sue mani, fatta di sudori!
Ma fu rallentando che osservando me, ho imparato ad apprezzare l'altro.
Rallentare ci permette di vivere l'attimo.
Se non riesci ad apprezzare gli attimi, corri finché puoi... e quando ti fermi, osservi con lo sguardo di un bambino, ricordando che la vita è l'attimo... scherzoso attimo.

Livia Cassemiro.


martedì 27 settembre 2011

Il giorno dopo.


Il giorno dopo è sempre così. 
Il giorno dopo qualsiasi cosa. 
Un anno bisestile, una passione non corrisposta, una sbornia di liquore dolce. 
Non riesci ad abituarti all'idea di essere già al giorno dopo. 
Ti ritrovi nel tuo primo pomeriggio del tuo primo di gennaio a metà novembre e ti accorgi di essere stonato, perché fuori tempo. Per gli altri è un giorno come un altro. 
Per te, è un giorno come te. 
Sei in ritardo. 
Non sei ancora uscito da ieri ed è già domani, anche se gli altri lo chiamano oggi.

dal libro "Il vizio dell'agnello" di Andrea G. Pinketts

Figli del Sogno - Renato Zero


Grazie per quando sorridete e per quando siete assorti.
Per quando vi applicate, per quando improvvisate, per quando immaginate, per come vi porgete, per quanto vi impegnate, per cio' che palesate!
Perche' cercate sempre, perche' ancora tentate, per come riuscite a somigliarvi e per come comunicate.
Perche' sapete attendere, subire e perdonare.
Perche' non indugiate. Per come amate forte e per come vi tramandate.
Per l'ansia di scommetere, per cio' che indovinate.
Per voi che la regola e' il gioco e la memoria il pegno.
Perche' non siete schiavi.
Perche' riuscite a vincere liberando i pensieri, per la vostra lealta'.
Perche' accetate sempre gli umori della vita.
Perche' piu' vi conosco e piu' non vi dimentico......
Grazie, grazie, grazia, grazie per tutta l'ispirazione.Per musica e parole.
Perche' comunque vada ci ritroviamo stretti nella stessa emozione.
Grazie da questa faccia, che non si e' mai negata, da questo palcoscenico da dove imparo la vita.
grazie ancora ragazzi, perche' tornate in tanti, con quell'idea magnifica di fare coro con i miei stessi sentimenti.
un mare di occhi e un'anima soltanto.
In quelle notti allo stadio....la luna era d'argento....il sogno era presente, piu' bello e piu' sereno; forte dell'esperienza, lui si e' concesso ancora un'altra volta....il volo!
Per 250.000 ragioni ha preferito restare....perche' lui e' davvero importante....e' passato e futuro......Ostinato presente!
e' lui: " L'amico assoluto", il " circo itinerante" la voglia che ritorna, il mio grido insistente.
E allora il giusto richiamo e' ancora una canzone.....Perche' noi " FIGLI DEL SOGNO" VE LE SAPPIAMO CANTARE

Con sempre crescente affetto
Renato Zero